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Uno studio polispecialistico per i disturbi specifici dell’apprendimento

"Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi,lui passerà l’intera vita a credersi stupido" Albert Einstein..un Dislessico.

Finalmente anche a Sassari e ad Olbia uno Studio Polispecialistico che si occupa di:DSA "Disturbi specifici dell’apprendimento",come in altri territori nazionali.
Le famiglie con figli con DSA non saranno piu’ sole.
Nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento,convenzionalmente identificati con l’acronimo DSA,rientrano:
Dislessia ( disturbo di lettura);
Disortografia e Disgrafia ( disturbi della scrittura dal punto di vista costruttivo ed esecutivo);
Discalculia (disturbo del calcolo).
Le persone con DSA incontrano numerose difficoltà nella loro storia scolastica e nella vita,con effetti a volte importanti sugli apprendimenti,che possono portare a situazioni critiche a livello psicologico,quali un sè scolastico negativo che si ripercuote sull’attribuzione dei successi alla fortuna e degli insuccessi alla propria incapacità o impegno; da ciò conseguono un basso livello di autoefficacia e bassa motivazione,scarsa fiducia in sè e disistima.

La regione Sardegna il 15.11.2011 con il Decreto n.42 ,a Novembre ha indicato le Linee Guida con Indirizzi operativi per gli interventi a favore delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado della Sardegna per contrastare la dispersione scolastica,innalzare la qualità dell’istruzione e le competenze degli studenti,con uno stanziamento totale di Euro 14.000.000.
In particolare la Linea di intervento 2 argomenta l’importanza del :
sostegno per gli alunni diversamente abili,con disturbo specifico di apprendimento(DSA) da condizioni di mancata integrazione o disagio social e non certificabile ai sensi della legge 104/92.
Questa linea di intervento si pone a sostegno delle difficoltà dell’Istituzione Scolastica dovute alla carenza di personale docente e personale specializzato nella gestione dei processi di integrazione degli alunni in situazione di handicap certificato ai sensi della Legge 104/92,degli alunni che presentano un quadro di DSA certificato sulla base dei requisiti della Legge 170/2010,degli alunni che si trovano in una delle situazioni descritte,realizzando un sistema di pari opportunità basato sull’abbattimento delle barriere che si frappongono verso il successo formativo,e quindi anche scolastico,attraverso opportuni interventi mirati,individualizzati,ma coinvolgenti tutto il contesto in cui l’alunno vive l’esperienza scolastica e,se possibile,extrascolastica.
Le azioni potranno riguardare:
1. Attività di tutoraggio e sostegno alle attività didattiche,anche in funzione dell’uso di strumenti dispensativi e compensativi ( devono essere messi a disposizione software,computer,cd-rom,e schermi da proiezione,ecc…)
2. Progetti individualizzati con percorsi di orientamento formativo.
3. Personalizzazione del curricolo e dei piani di studio con specifici riferimenti alle modalità di controllo dei processi formativi educativi e didattici,di valutazione della qualità dell’apprendimento e di certificazione delle competenze".
I dati nazionali ci dicono che circa il 6 per cento della popolazione scolastica è affetto da Disturbi Specifici per l’Apprendimento.
I DSA sono delle entità di carattere sanitario in quanto sono alterazioni della funzione di determinate aree cerebrali che servono per le funzioni di lettura e scrittura.
I DSA,però possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.
Esiste un’ambiguità dello status dei DSA perchè da un lato interessano la sanità da un punto di vista diagnostico mentre dall’altro l’intervento coinvolge la scuola perchè è di tipo pedagogico-didattico.
La scuola,quindi,fa la parte da leone e ha un ruolo fondamentale.
Che cosa fa la scuola quando si rende conto che c’e un problema?
Dopo aver progettato e attivato adeguati percorsi di recupero e aver verificato che non ci sono stati miglioramenti significativi,la scuola convoca la famiglia consigliando di rivolgersi a uno specialista per approfondire l’origine del problema. Le modalità di comunicazione sono lasciate all’autonomia scolastica. Ci sono scuole che hanno preparato un documento apposito col quale le famiglie vengono informate della necessità di rivolgersi a uno specialista.
Altre scuole decidono di informare solo verbalmente.Naturalmente una comunicazione scritta può essere messa agli atti della scuola ed essere la dimostrazione che la scuola si è mossa di fronte al problema.
Quali sono le parole migliori per dirlo?
Bisogna essere sinceri e trasparenti spiegando che nonostante le attività mirate di recupero non ci sono stati miglioramenti.La famiglia può decidere di non proseguire,allora la scuola deve accettare queste decisioni,non può imporre un percorso diagnostico, però deve informare che qualora le difficoltà dovessero persistere il bambino non potrà essere tutelato in sede d’esame.
Per informazioni e contatti
Diagnosi – Rieducazione – Formazione nelle Scuole e Screening
Studio Polispecialistico dell’Età Evolutiva" ZANZURINO"
Sassari ed Olbia
www.zanzurinogiuseppe.it
zanzurino.giuseppe@tiscali.it
366.4908844,3470829452

Noemi Riu

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