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Racconto della 358^ Sagra di Sant’Efisio a Cagliari
Racconto della 358^ Sagra di Sant'Efisio a Cagliari
Matteo Setzu si definisce "fotografo per passione" e,in occasione dell'edizione 2014 di Sant'Efisio,ci ha concesso oltre alle sue meravigliose foto,un prezioso racconto sui colori di tutta la Sardegna

Eccoci qua,la 358^ Sagra di Sant’Efisio è arrivata.

Già dalle prime luci del mattino Cagliari è in movimento.

Arrivo verso le 7 in via Roma,gli operai del Comune ultimano i preparativi,si sistemano le ultime transenne e dalle vie del centro storico si vedono arrivare piccoli gruppi di turisti e persone con i loro abiti tradizionali.

Mi avvio verso le scuole da dove partirà la sfilata.

Pian piano il cortile si riempe,i partecipanti son lì in attesa di prendere il loro posto per colorare la città.

Le traccas aspettano in piazza Yenne.

Man mano che passano le ore c’è la corsa a prendere la postazione migliore. Migliaia di turisti arrivano per rendere omaggio al Santo.

La processione scorre veloce tra i trallalera delle traccas e la compostezza delle persone in abito tradizionale. Arrivano da ogni angolo di Sardegna,da ogni provincia e regione geografica. Applausi,emozione,curiosità li accompagnano,da contorno non possono mancare i palloncini e le bancarelle del torrone.

Quest’anno poi sembra che ci sia una delegazione dell’Unesco,devono valutare se questa Sagra può entrare a far parte di quei Patrimoni storici. Molti non lo sanno,molti non sanno neanche cosa sia l’Unesco,Sant’Efisio sicuramente neanche si aspettava tanta attenzione,chissà cosa ne penserà. Secondo me a lui non e’ che cambi la vita,da 358 anni arrivano da ogni dove per salutarlo.

Lui e’ già contento cosi,se poi gli prestano attenzione anche da posti lontani e situati dall’altra parte del mare accoglierà quelle genti con entusiasmo,lui sa che chi l’ha sempre festeggiato sarebbe onorato di ricevere altre persone. Perché sin da tempi antichi,qua,in quest’isola,è venuto chiunque. Non sempre per fare del bene,ma quella è un’altra storia.

Perché in questa storia c’è tutta la Sardegna,i suoi colori,i suoi costumi,i suoi balli,i suoi canti. C’è tutta una Sardegna pronta ad abbracciare quella gente discendente dei popoli che da sempre hanno abitato la nostra Terra.

Ma torniamo a Lui,a noi,alla giornata.

Perché vadano gli abiti tradizionali,vadano i suonatori di launeddas,vadano le traccas,i cavalli,cavalieri e amazzoni ma il protagonista è Lui.

Lui che dopo tante ore di attesa arriva in quella via Roma che palpita,dove il cuore della gente batte fortissimo mentre si avvicina il momento del suo passaggio. E a Lui da anni gli preparano il tappeto come le più grandi star. Ma qua non si parla ne di Hollywood,ne di Cannes,ne di Venezia.

Perché se in questi posti stendono quel tappeto rosso che molti sin da piccoli sognano di calpestare,a Lui stendono un tappeto di petali che nemmeno i possessori delle statuine da Oscar si possono immaginare di avere sotto i loro piedi.

Se poi un giorno vorranno provare l’emozione di calpestare tutti quei petali si dovranno accodare dietro di Lui. Eh si,perché Lui è il protagonista assoluto e nessuno può stargli davanti,qua si parla di Sant’Efisio,il più grande attore protagonista della storia!

E allora sapete che succede?

Che Lui dopo aver salutato tutti sotto il palazzo del Comune procede il viaggio verso la sua chiesetta,la sua seconda chiesetta (tranquilli,non deve pagare una tassa per la seconda chiesetta) quella di Nora.

Ma tranquilli,non è un addio,ma un arrivederci,domenica sera tornerà in città,nella sua prima chiesetta,quella situata nel quartiere di Stampace. E anche li,migliaia di fedeli e persone vestite con i loro abiti tradizionali,lo aspetteranno per accompagnarlo.

Nel frattempo le strade della città si sono un po’ svuotate,c’è chi è andato a pranzo,chi è andato al mare,chi a visitare i musei della città. Sono ore di pausa,anche perché poi i suoni,i canti,i balli,i colori degli abiti tradizionali si alterneranno in Piazza Carmine per fare festa per lui e con lui.

Una Sardegna intera gli renderà omaggio unendo le proprie tradizioni e festeggiando tutti assieme quella che è la festa dei Cagliaritani ma anche una delle feste più sentite da tutti i Sardi.

E ora caro Efisio sappi che noi ti aspetteremo anche l’anno prossimo per vivere un’altra giornata come questa.

Noi ci saremo sempre e comunque,quelli dell’Unesco non so se verranno,ma noi non ti lasceremo mai solo!

Le immagini che raccontano questa meraviglia cara a tutti sardi sono di Matteo Setzu

Matteo Setzu

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