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Ottana: il Carnevale de Sas Caratzas

La spontaneità quasi anarchica è la formula che ha caratterizzato anche quest’anno il carnevale ottanese,che in realtà copre un periodo lungo un mese: inizia il 16 gennaio con Sa Prima Essìa (‘prima uscita’) delle maschere tradizionali Boes e Merdules,evento conosciuto anche come S’Ogulone de Sant’Antoni (‘il fuoco di S.Antonio’). La data coincide nel resto d’Italia con la festa di Sant’Antonio Abate,in onore del quale vengono accesi dei fuochi in tutti i paesi dell’isola. Si conclude il martedì grasso,che quest’anno è “esploso” il 17 febbraio. Molto partecipata è anche la sfilata della domenica,dove grandi e piccini gremiscono le vie e le riempiono di festa.

La stessa anima ribelle ha caratterizzato anche la giornata di martedì grasso. La serata ha preso il via intorno alle ore 16:00 quando maschere spontanee e improvvisate hanno iniziato a colorare come coriandoli le vie del paese,sostituendosi ai gruppi organizzati. Chi voleva ha potuto indossare le maschere tipiche,ma anche adottare i travestimenti più diversi e perfino miscelando tradizione e modernità,folklore e costumi più nazional popolari.

A Ottana,infatti,per i quattri fine settimana che precedono il giovedì grasso,chiunque può mascherarsi,mentre in altri paesi della Barbagia resta prerogativa di pochi. A carnevale tutti possono,con il beneplacito degli ottanesi (che molto spesso consiste semplicemente nel fornire la maschera stessa e tutti gli accessori che la compongono: cappotti di lana,cintola in cuoio per sorreggere enormi campanacci,maschere di pero selvatico,fazzoletto scuro femminile) mascherarsi ed uscire in gruppo,liberamente,per le vie del paese. Nei giorni di carnevale tutto diventa lecito insomma,anche scambiarsi le maschere ed impersonare figure nuove e mai portate in scena prima d’ora. Lungi dall’essere una manifestazione organizzata a scopi turistici o economici,i festeggiamenti in questione risultano qualcosa di molto intimo e viscerale ma pur sempre una capace messa in scena.

La chiave per riuscire a vivere appieno momento per momento,sembra quella di condividere ogni istante con la gente del posto,proprio evitando di viversela — per così dire — da “turista” in terra propria.

La serata si è conclusa con la premiazione dei vincitori del concorso fotografico intitolato “Sa Prima Essìa: pitzinnos a carrasegare” indetto proprio in occasione della manifestazione del 16 gennaio e del concorso di fumettistica “Boes e Merdules: mito e storia” che ha avuto luogo in uno degli spazi comunali attiguo al Centro Diurno anziani presso la Piazza San Nicola.

Balli in piazza e organetto sono stati il condimento perfetto per un calderone già ben preparato. Da ritenersi piuttosto soddisfacente l’affluenza di pubblico che dalla mattina del 15 febbraio alla sera del 17 febbraio si è recato a visitare la mostra fotografica allestita nello stesso locale con le 35 foto partecipanti e per niente deludente rispetto al concorso 2014. Ateros annos menzus!

Francesca Merella

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