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Mini Reportage: aspettando la cavalcata a Sassari va in scena “Cortes in Centro”
Artigiani provenienti da tutta la Sardegna hanno esposto le loro opere nel centro storico

Un’occasione per meglio apprezzare e potersi soffermare a conoscere arti e mestieri della Sardegna,in un clima meno frenetico di quello della Cavalcata. Artigiani provenienti da tutta la Sardegna hanno esposto le loro opere nell’esclusiva cornice del centro storico della città,che per un giorno ha raccontato alcune delle più suggestive tradizioni sarde.

Le maschere in legno di Mamoiada,le maschere della Sartiglia oristanese,i ricami di Oliena e gli intagli sul legno e sughero del “maestro” di Tonara sono solo alcuni esempi di ciò che poteva essere visitato nelle piccole botteghe itineranti che hanno ricreato,nel centro storico turritano,una vera e propria Sardegna in miniatura. Passeggiando per la centralissima Piazza Azuni il primo a catturare l’attenzione di turisti e passanti è il “maestro” Renzo Liori. Artigiano di Tonara realizza taglieri,mestoli e vassoi esclusivamente in legno di castagno sardo. Sul suo sgabello e con in mano le sue inseparabili “s’aschia” e “sa gubbia”,due particolari asce secolari che racconta di aver ereditato dalla sua famiglia e che hanno più di trecento anni di storia e lavoro alle loro spalle,è possibile ammirarlo mentre realizza dal vivo alcuni dei suoi pezzi unici.

Proseguendo la passeggiata,affianco al profumo del legno è impossibile non fermarsi ad ascoltare il ticchettio costante del martello del signor Antonino Pilo,artigiano di Chiaramonti che realizza gioielli,lampade,quadri e oggetti d’arredamento in rame ed ottone. A pochi passi da Piazza Azuni,nello spiazzo di via Cesare Battisti,Marco Cadinu e suo figlio intrattengono i passanti con i loro racconti sui Mamuthones. Padre e figlio realizzano le tipiche maschere de Issohadores e dei Mamuthones di Atzori e Mamoiada. Legno di ginepro,castagno,ontano,mandorlo e ulivo sono alcuni dei materiali utilizzati per realizzare le loro opere. Chiacchierando con Marco si scopre che ha realizzato un pezzo unico al mondo: una maschera di Mamuthones a grandezza naturale con un cuore di legno e completamente rivestita d’osso di muflone. Un progetto nato dall’idea di unire tra loro due elementi tipici della tradizione: la parte selvatica dell’animale e la figura antropomorfa dei Mamuthones,che per tradizione sono metà uomini e metà animali.

Ritornando in piazza Azuni Chiara Piras,artigiana di Sassari,racconta di come nasce la sua passione per i gioielli sardi e di come li reinterpreta nei suoi lavori realizzati esclusivamente in tessuto,polvere di vetro e metalli. Proseguendo la camminata verso Piazza Ittiri,gli stand colorati di Giovanni Biddau e di Vanessa Ottone affascinano i passanti spesso distratti dalla frenesia cittadina. Il signor Biddau realizza oggetti di arredo con soggetto le tipiche maschere della Sartiglia oristanese. Pezzi unici creati con gesso alabastrino e stoffa. La sua storia inizia diverso tempo fa,quando fuori dalla Sardegna produceva maschere per la tradizione carnevalesca veneziana. La lontananza dalla terra natia risveglia l’amore per la sua Sardegna e inizia così a reinterpretare le maschere utilizzate da “Su Componidori” durante la tradizionale corsa a cavallo.

Basta spostare lo sguardo di qualche centimetro e i cesti in giunco e raffia di Vanessa Ottone,giovane artista sassarese,catturano donne e non solo. La giovane artista,dopo anni di studio,ha ripreso in mano l’antica passione della nonna materna reinterpretando un oggetto sacro delle cucine delle donne sarde e ridandogli una nuova vita. Ecco che la base di un cesto diviene un modernissimo orologio da parete,un curioso portachiavi o addirittura un’immancabile calamita da attaccare al frigo. Estro creativo simile a quello appena incontrato può essere rivissuto anche nelle opere di Angelo Canoligo. In piazza Azuni il signor Angelo ridà vita a ceppi di legno ormai morti realizzandone maschere,sculture o moderne lampade incastonate nel legno che,racconta,la stessa natura ha scolpito e lavorato per lui.In via Cetti l’attenzione è tutta per i colori vivi dei motivi floreali delle ricamatrici di Oliena intente nel ricamare “Su Muncadore,il fazzoletto del costume tipico della città.

Zia Maddalena racconta come i fili d’ oro,d’ argento e di seta ricamati su tibet sono applicati anche a “Sa Pala” che copre la parte media delle spalle dell’abito di Oliena.Estetismo figurativo ed eleganza nel tratto sono gli elementi propri dell’arte grafica dell’artista Sara Soletta,che sotto il portico di Piazza Colonna Mariana espone segnalibri creativi.A cornice di questa magnifica giornata all’insegna della cultura e della tradizione sarda,balli e canti del gruppo folkloristico di Ittiri hanno chiuso la manifestazione,animando fino a tarda serata le vie del centro storico turritano.

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