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In occasione della V giornata Nazionale dei Cammini
In occasione della V giornata Nazionale dei Cammini
Hanno partecipato oltre 1000 persone

L’escursione si è svolta domenica 27 maggio,organizzata dall’Associazione Pozzo Sella e dalla Consulta delle Associazioni del Parco Geominerario,in occasione della IV Giornata a Sulle Miniere nel 244mo giorno di presidio a Villa Devoto per sollecitare l’attuazione della riforma e il rilancio del Parco Geominerario della Sardegna.

Una bella e luminosa giornata con temperature quasi estive ha favorito la partecipazione di oltre 1.000 cittadini che da Iglesias sono arrivati a Nebida, attraverso i luoghi di culto e le chiese dedicate alla Santa patrona dei minatori e ubicate nei villaggi minerari di Monteponi,Monteagruxiau,Montescorra.

Numerosi escursionisti hanno aderito anche al concorso fotografico a premi 3P (Patrimonio–Paesaggio–Persone) che l’Associazione Pozzo Sella ha bandito per le persone amanti della fotografia (appassionati,principianti e professionisti) che hanno partecipato con regolare registrazione all’escursione. La partecipazione al concorso rimarrà aperta fino alle ore 20.00 del prossimo 16 giugno (rivolgersi alla sede dell’Associazione Pozzo Sella in Piazza Lamarmora ad Iglesias,tutti i lunedì e i sabati,dalle ore 19.00 alle ore 20.00).

Prima della partenza la compagnia “La Cernita Teatro” di Carbonia ha eseguito nel piazzale della chiesa di Santa Barbara di Porta Nuova ad Iglesias la prima rappresentazione dello spettacolo teatrale itinerante denominato “Santa Barbara di Nicomedìa” che nelle cinque tappe successive (Monteponi,Monteagruxiau,Montescorra,Punta Mezzodì e Nebida) ha consentito di ricostruire con efficacia nei suggestivi siti minerari la straordinaria vita della Santa patrona dei minatori,generando momenti di forte intensità emotiva tra i partecipanti all’escursione.

Dopo la partenza un immenso serpentone ha raggiunto la chiesa di Santa Barbara della Miniera di Monteponi lungo il tracciato della vecchia pista ciclabile che i minatori percorrevano per recarsi al lavoro e che,per oltre un secolo,è stata seguita annualmente da migliaia di cittadini in occasione della tradizionale processione dedicata ai festeggiamenti in onore della Santa patrona dei minatori.

Con l’escursione si son voluti far conoscere e valorizzare i luoghi di culto dedicati alla Santa patrona dei minatori per conservare la memoria di una grande tradizione civile e religioso che ha caratterizzato nei secoli l’aggregazione e la coesione sociale dei minatori e delle loro famiglie fino a diventare,anche a livello internazionale,un simbolo identitario della gente di miniera.

Il percorso,che nell’escursione inaugurale è stato denominato “La Via di Santa Barbara” anche per rievocare i numerosi tratti di strada lungo i quali si sono svolte in passato,e in parte ancora oggi,le tradizionali processioni dedicate alla Santa patrona dei minatori,costituisce un primo tratto del più grande itinerario culturale,storico,ambientale e religioso dedicato a Santa Barbara che attraverserà l’intero bacino minerario del Sulcis Iglesiente Guspinese su una distanza di quasi 200 km.

Grande attenzione e sensibilità è stata dimostrata dalle Amministrazioni comunali di Iglesias e Gonnesa che con la presenza dei Sindaci Perseu e Cocco hanno voluto portare il loro sostegno ad una iniziativa e ad un progetto che ha tutte le caratteristiche per favorire lo sviluppo del settore turistico del territorio,anche in considerazione del fatto che con la sola escursione lungo La Via di Santa Barbara almeno 50 partecipanti provenienti da tutte le località dell’isola hanno soggiornato nelle strutture ricettive diffuse dei due Comuni nella notte precedente all’escursione.

A partire dalla miniera di Monteponi gli organizzatori dell’escursione sono stati costretti a far percorrere al corteo degli escursionisti,per quasi un chilometro,la SS126 a causa del divieto imposto dall’IGEA SPA di attraversare la miniera di Monteponi adducendo improbabili motivi di sicurezza delle strade minerarie da attraversare.

Al riguardo,mentre si ringraziano i Vigili Urbani di Iglesias e i quasi 100 volontari del Servizio di staff che hanno garantito la sicurezza degli escursionisti anche in questa strada di grande traffico,gli organizzatori esprimono forte preoccupazione e disappunto per il comportamento della società controllata dalla Regione Sarda che dopo avere speso negli ultimi 14 anni oltre 200 milioni di euro per mettere in sicurezza i siti minerari,ammette che gli stessi siti sono ancora da mettere in sicurezza.

La stessa IGEA,infatti,afferma testualmente che i siti non sono accessibili per la “presenza di pericoli connessi a irregolarità e instabilità dei terreni,con possibilità di franamenti,cadute dall’alto,seppellimento,franamento e instabilità di parti strutturali e quindi pericolo di cedimenti e crolli di elementi strutturali pericolanti,apertura verso il vuoto e quindi pericolo di caduta o scivolamento,che richiederebbero appropriati interventi …”.

Per questa ragione,nel ritenere che tali strade debbano rientrare integralmente nella disponibilità del Comune di Iglesias per consentire a tutti i cittadini di essere regolarmente percorse per raggiungere il fabbricato che ospita l’Archivio Storico e il palazzo Bellavista,sede dell’Università del Sulcis Iglesiente e dei seggi elettorali,entrambi di proprietà comunale e tutti simboli del libero accesso dei cittadini,si chiede alla Regione Sarda,azionista unico dell’IGEA,che ne esercita la vigilanza attraverso la Giunta Regionale,come siano state utilizzate le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dell’IGEA negli ultimi 14 anni con l’obiettivo di restituire alla fruibilità collettiva i siti minerari dismessi.

In ogni caso,nonostante gli impedimenti della società regionale che avrebbe dovuto favorire la fruizione del territorio,anche questa escursione ha rappresentato un ulteriore segnale per comprendere come l’escursionismo sia capace di coinvolgere un gran numero di cittadini sempre più interessati a riscoprire il valore delle componenti storico-culturali e paesaggistico-ambientali che costituiscono le reali potenzialità per la rinascita culturale,sociale ed economica del territorio dopo la chiusura delle miniere.

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