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Il nuovo piano di comunicazione del Compendio Garibaldino di Caprera
Una nuova immagine: il nuovo logo e un sistema di segnaletica didattico -informativa
Ha portato all'apertura di account su facebook e twitter

Il Compendio Garibaldino è il museo più visitato in Sardegna ed uno dei musei più visitati in Italia. Considerato il costo del biglietto di ingresso (€ 5,00) e l’onerosa spesa da affrontare per traghettare da Palau a La Maddalena,i numeri appaiono sorprendenti. Malgrado il calo di turisti sull’Isola dell’ultimo anno,il numero di visitatori del sito ha continuato a crescere,da 103.000 nel 2010 a 109.000 nel 2011.

La lunga serie di manifestazioni organizzata negli ultimi anni in occasione del 150° anniversario della Spedizione dei Mille e dell’Unità d’Italia ha contribuito a diffondere un’immagine più dinamica di quello che è un sito museale ricco di potenzialità non ancora sfruttate appieno. L’assunzione nel 2010 di 22 ex dipendenti della base americana di Santo Stefano ha permesso l’ampliamento dell’orario di apertura (martedì-domenica 9.00-20.00),e l’avvio di attività fondamentali per il potenziamento dell’offerta culturale,quali i Servizi educativi del Museo e del Territorio,con il coinvolgimento di scuole non solo maddalenine,ma provenienti da tutte le parti d’Italia.

Dal 2010 si sta approfondendo un approccio scientifico su aspetti quali le biodiversità all’interno di quella che è stata l’azienda agricola di Garibaldi a Caprera,l’azione del Generale nella trasformazione del paesaggio naturale in paesaggio agrario. Tutto con lo scopo di avviare nuovi percorsi di visita di carattere naturalistico,in parte già sperimentati nel corso nel 2011 con una apertura sperimentale dell’accesso al museo via mare per le barche che approdano a Cala Garibaldi.

È in corso di realizzazione un piano di comunicazione che prevede la definizione di una nuova immagine coordinata comprendente il logo del Compendio,ispirato al busto marmoreo di Luigi Bistolfi che raffigura un Garibaldi riflessivo e intimo,e un sistema di segnaletica di avvicinamento,informativa e didattica. Attraverso l’appropriazione di semplici elementi simbolici come l’effigie di Garibaldi,il colore rosso che universalmente lo individua,il tricolore come elemento di completamento,l’immagine esterna del Compendio riesce a trasmettere in maniera evocativa la suggestione del luogo. Il nuovo sistema di apparati informativi,ispirato alle fotografie d’epoca dell’archivio,supporta la visita con un tono moderno nella forma,ma rispettoso del luogo e suggestivo al tempo stesso. Con il progetto di comunicazione si gettano le basi per dotare il Compendio di una attività di promozione coordinata ed efficace tale da consentire eventi di promozione al di fuori del sito museale ma riconducibili alla immagine e al luogo originario,come mostre temporanee in luoghi differenti (ad esempio il Porto e l’Aeroporto di Olbia,ma anche fuori dalla Sardegna).

La creazione del logo ha permesso l’apertura di pagine ufficiali sui più diffusi social network come Facebook e Twitter,facilitando così il contatto con una fetta di pubblico particolarmente giovane o generalmente distratta quando sollecitata con mezzi più tradizionali.

Casa Garibaldi è oggi all’interno del Compendio Garibaldino,un complesso monumentale composto da terreni e da diversi edifici in muratura,legno,metallo,per lo più realizzati dal Generale nel corso della sua vita. Proclamato Monumento Nazionale con Legge n. 503 del 14.07.1907,1 il sito è rimasto in possesso della famiglia Garibaldi fino al 1959, anno di morte dell’ultima figlia,Clelia. Gestito dalla Marina Militare per circa quindici anni,è stato aperto come museo il 2 giugno 1976 per iniziativa del Ministero della Pubblica Istruzione. Da allora fa parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici,Paesaggistici,Storici,Artistici ed Etnoantropologici di Sassari, che dipende dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Oggi si possono visitare la casa di abitazione,la stalla,il cimitero di famiglia,il ricovero delle barche. Su richiesta o in occasioni particolari,anche la “casa di ferro” adibita a biblioteca,il mulino,la “casa di legno”,nella quale è visibile il plastico che riproduce l’azienda agricola come si presentava nella seconda metà dell’Ottocento. Un’aula didattica è attrezzata per permettere la visione di filmati storici e cartoni animati attinenti l’epopea garibaldina.

Daniela Deidda

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