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Settimana Santa Iglesias 2019
Dal 16/04/2019 al 20/04/2019

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manifesto ufficiale Settimana Santa Iglesias 2019
© Arciconfraternita Santo Monte Iglesias


Le grandi processioni della Settimana Santa, particolarmente nelle vecchie Città regie della Sardegna, sono uno dei segni più importanti che la cultura spagnola ha lasciato nella nostra Isola dopo quattro secoli di dominazione.
Iglesias non fa eccezione e non solo per questo: è spagnolo il suo nome che vuoi dire appunto chiese (la traduzione del medioevale Villa di Chiesa), sono gotico – aragonesi le volte delle sue chiese principali, è spagnola la sua tradizione più importante: La Settimana Santa.
Il canovaccio delle “tante Settimane Sante iberiche” è anche da noi rispettato. Si badi non solo l’esteriorità e la forma dell’impianto tradizionale, che pure viene rispettato nei più intimi e non visibili dettagli, quanto lo spirito, la religiosità e la partecipazione che coinvolge la Città che si stringe attorno al suo più antico sodalizio: l’Arciconfraternita del Santo Monte.
L’impianto attuale dei tradizionali riti della Settimana Santa è degli ultimi decenni del Seicento ma sicuramente già dapprima processioni penitenziali in Quaresima e Settimana Santa dovevano essere la regola, la presenza dei Disciplinanti in Città nei secoli precedenti né da prova sicura.
Il concorso popolare fu dall’inizio un fatto essenziale e risolutivo: le tre confraternite del popolo, S. Chiara, S. Cristo e S. Lucia, rappresentavano quest’ultimo in processione e così via anche gli altri sodalizi confraternali man mano che si istituivano. Il concorso del popolo è anche sottolineato dalla presenza, nelle processioni del Giovedì e Venerdì Santo, di moltissimi bambini che vestono l’abito da baballottis.
Dalla Domenica delle Palme, lglesias entra in un clima particolare quasi che il tempo andasse a ritroso; i nostri tempi hanno cancellato molte delle nostre radici storiche e tradizionali ma non la Settimana Santa, essa si “sente” nelle strade e nei vicoli della Città vecchia: c’è attesa per le processioni, specialmente per quella del Venerdì sera, c’è specialmente un sentimento collettivo di pietà e mestizia per la Passione di Gesù che dopo duemila anni suscita commozione come se si ripetesse per davvero.
Riviviamo, descrivendole qui di seguito, le varie manifestazioni che l’Arciconfraternita del Santo Monte ci propone durante la Settimana Santa.

Il Martedì Santo alle ore 19,00 la Processione dei Misteri: la croce dell’Arciconfraternita apre questa processione, la più antica con quella del Descenso. Sette quadri plastici a ricordo della Passione di Gesù: orto degli ulivi, cattura, flagellazione, Ecce Homo, salita al Calvario, Crocifissione, Addolorata.
I giovani baballottis portano a spalla i simulacri; il primo dei quali è particolarmente pesante ed impegna il Santo Monte con parecchi giorni di preparazione.
Alla moda spagnola, un consistente ramo d’ulivo, offerto generosamente, viene issato sulla portantina con il simulacro di Gesù in preghiera ed adornato di fiori ed essenze mediterranee.
Solamente due bambini, con il tradizionale abito penitenziale dei baballotti, vi partecipano; essi rappresenteranno il S. Giovanni e la Maddalena nella processione del Descenso del Venerdì Santo. Gli altri bambini sono esclusi da questa processione: i loro giorni saranno il Giovedì e il Venerdì Santo.
Due momenti di sosta e riflessione con predica si terranno nella Cattedrale e nella Chiesa di San Francesco a spezzare l’itinerario antico lungo il centro storico.

Il Giovedì Santo alle ore 20,00 la Processione dell’Addolorata: E’ un giorno tra i più importanti per tutta la cristianità: si commemora l’ultima cena, l’istituzione dell’Eucarestia, del sacerdozio; l’inizio della Passione di Gesù. E’ un giorno denso di avvenimenti e di significati: due Messe battono il tempo di questa lunga giornata: al mattino quella del Crisma (nella nostra come in tutte le altre cattedrali) e alla sera quella in Coena Domini. Dopo, in tutte le Chiese, si legano le campane (si scioglieranno nel Gloria della veglia pasquale del Sabato santo), il Santissimo Sacramento viene solennemente riposto in una cappella laterale riccamente addobbata, l’altare della reposizione o i sepolcri, come comunemente vengono chiamati ed infine si esce per la visita alle chiese, o meglio a tali altari dove il Santissimo Sacramento è solennemente esposto. L’addobbo, oltre a veli, tappeti, fiori e candele prevede “Su Nenniri ” : vasi nei quali all’inizio della Quaresima vengono seminati grano e lenticchie. Essi cresceranno in perfetta oscurità dando un fogliame bianco-giallastro, arruffato e ricadente per le lenticchie ed eretto per il grano. L’effetto, a parte le vecchie reminiscenze che li riporta ai giardini di Adone, è quello di mitigare il colore dei fiori e dei tessuti, quasi riordinandone la quantità e rendendola attinente al particolare momento.

I Baballottis sono i protagonisti della Settimana santa: bianchi, incappucciati, senza volto e senza tempo, si materializzano in questo giorno; di tutte le età, qualcuno ancora in braccio, qualche altro già nonno da parecchio tempo. Essi invadono le vie del centro storico già prima delle processioni delle quali sono i protagonisti. Il loro appellativo, in sardo animaletto, piccolo insetto, è avvolto nel mistero ma il loro abito ricorda molto quello degli antichi Disciplinanti, o Batus in spagnolo. E’ un abito penitenziale quindi, da indossare in Settimana Santa.
E’ tarda sera quando dall’Oratorio del santo Monte, la Chiesa di San Michele, sortisce la processione. La Madonna che cerca Gesù prima di essere arrestato, cosi la pietà popolare da giustificazione a questa secolare pratica. La croce e il simulacro della Vergine della Pietà fanno una breve sosta nelle Chiese del centro storico. Fuori il chiasso assordante delle matraccas (specialmente in apertura del corteo is matracconis, enormi) e del tamburo caratterizzano la parte iniziale e la staccano dall’ultima parte della processione caratterizzata invece da un silenzio altrettanto invadente, dove i Germani del Santo Monte e la statua della Vergine ne sono protagonisti.

Il Venerdì Santo mattina alle ore 9,00 la Processione del Monte: il quartiere alto de “Sa Costera” fa da palcoscenico a questa processione. La “Via Dolorosa” ha come protagonisti il simulacro di Gesù con la croce e quello dell’Addolorata che l’accompagna. Si rivisitano le varie chiese con un corteo processionale simile a quello del giorno precedente: matracconis, tamburo, croce dei l’Arciconfraternita, Baballottis, Confraternita del Santissimo Sacramento, simulacri e Germani del santo Monte che precedono, come in tutte le processioni scortandola, la statua della loro titolare, la Vergine della Pietà. I piccoli Baballottis portano oltre la matracca, una piccola croce.

Venerdì Santo sera alle ore 20,00 la Processione del Descenso: a tarda sera la più attesa delle Processioni. Un frammento di sacra rappresentazione del funerale di Gesù viene incastonato nel corpo processionale classico: due grandi stendardi, “Is Vessillas”, precedono il “San Giovanni e la Maddalena”, due maschietti vestiti con abiti orientaleggianti guarniti di monili d’oro; seguono “Is Varonis”, i nobili, “Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo” con due inservienti con le scale della deposizione. Anche la foggia del loro vestire è orientaleggiante e, sia le folte barbe che il loro incedere impettito, conferiscono ad essi un aspetto grave, serio e signorile. Ancora indietro l’artistico e venerato simulacro del Gesù Morto, tra luci e lampioni, ricoperto da un velo di tulle e sotto un baldacchino bianco segno di regalità; il vero funerale di Gesù fu sicuramente povero e veloce, esso viene rivisto con occhi spagnoleggianti, barocchi, con pompa e ricchezza di orpelli ma anche con la fede, la devozione e il compianto per il figlio dell’Uomo che muore per noi. Seguono i Germani del santo Monte con l’Addolorata che stasera stringe al petto la corona di spine; poi in ultimo, la gran croce nera portata a spalle da penitenti senza abito o segno particolare.

Il Sabato Santo, giorno privo di liturgia in attesa della Pasqua, l’Arciconfraternita del Santo Monte propone ai fedeli, nel suo oratorio di San Michele, il richiamo di Gesù nel sepolcro. Nel presbiterio viene issata la grande croce nera avvolta soltanto con la Sindone; ai piedi di essa: i chiodi che sostennero il Crocifisso, i martelli, le tenaglie e, da un lato, il simulacro della Vergine Addolorata che volge il suo sguardo a quella Croce ormai spoglia. Nella Cappella laterale, come in una camera ardente, è esposta “Sa Lettera” con Gesù Morto, davanti al quale, per tutto il giorno, i fedeli sfilano e pregano in religioso silenzio.


Organizzazione

Arciconfraternita della Vergine della Pietà del Santo Monte
arciconfraternitaiglesias@gmail.com

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