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Lo spettacolo affronta la dimensione del Mito rielaborando il testo Medea-Stimmen di Christa Wolf
19/05/2013

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Progetti Carpe Diem presenta "Medea. La città ha fondamenta sopra un misfatto"
regia di Giuliana Musso
domenica 19 maggio – h 18
La casa delle Storie
Soleminis,Località Sa Cavana
Progetti Carpe Diem inaugura un nuovo spazio teatrale,a un passo da Cagliari,immerso in un incredibile paesaggio mediterraneo arcaico. La nuova Casa delle Storie rivive a Soleminis,in località Sa Cavana,e diventa una residenza artistica per produzioni,cantieri e laboratori teatrali.
Il primo è quello di Giuliana Musso,che domenica 19 maggio alle 18 porta in scena Medea – La città ha fondamenta sopra un misfatto. Lo spettacolo,interamente autoprodotto da Progetti Carpe Diem,affronta la dimensione del Mito rielaborando il testo Medea-Stimmen di Christa Wolf,insieme ad uno straordinario cast di sei attori (alcune delle migliori espressioni del teatro di ricerca italiano) e due musicisti.
Il cast
Nel cast dello spettacolo che sta nascendo in questi giorni,la Musso,che firma anche la regia,ha coinvolto altri importanti “solisti” della scena italiana contemporanea,personalità come Marta Cuscunà (Premio Scenario per Ustica e Finalista Premio UBU),Oscar De Summa (attore che ha lavorato,fra gli altri,con Claudio Morganti e con Massimilamo Civica nel Mercante di Venezia: Premio UBU 2009),Marco Cavicchioli (l’interprete di Ombre Rosse scritto per lui da Paolo Rossi,Carlotto,Serra,Lucarelli),Aida Talliente,Nunzia Antonino (suo l’apprezzato concerto spettacolo Lenor presentato nei teatri italiani),Andrea Macaluso. Con loro,per la parte musicale,il collaboratore “storico” della Musso Igi Meggiorin e la cantante Chiara Figus,unica artista sarda presente in scena.
Un cast possibile,oggi,solo grazie alla stima reciproca fra gli artisti coinvolti e alla grande passione investita nel progetto da Giuliana Musso e da Aurora Aru di Progetti Carpe Diem.
Lo spettacolo
L’incontro della Musso con la Medea è stata un’esperienza travolgente: quella della Wolf è una voce limpida e potente che si fa carico delle nostre personali inquietudini,si aggiunge con autorevolezza e competenza alle tante riflessioni sulla società contemporanea e sul nostro futuro,compone un quadro coerente con elementi ancora disgiunti.
Medea di Christa Wolf dunque è un balsamo per l’angoscia che da sempre ci accompagna: per salvarci non dobbiamo muoverci verso l’ignoto,ma immaginare il luogo da dove noi tutti siamo venuti e cercare la via del ritorno. Christa Wolf ci racconta di come la nostra “città” abbia fondamento su un terribile misfatto: il sacrificio dei figli,la violenta espulsione delle nostre antenate dai ruoli di guida delle comunità e la consegna dei nostri destini nelle mani di una ristretta leadership .
Wolf colloca il mito di Medea in quel momento tragico di svolta della storia umana: quando le società umane,rette dalle madri assieme ai loro fratelli,furono travolte e sovvertite dall’irrefrenabile violenza dei padri. Ecco che si impose un modello culturale fondato sul conflitto e assicurato da un uso del mito,e delle religioni,che avrebbe legittimato le nuove norme sociali. Si tratta di un modello culturale che ancora oggi noi percepiamo come l’unico possibile,nonostante non sia in grado di assicurare pace e benessere e ci stia conducendo rapidamente all’autodistruzione.
Per nostra fortuna l’arte arriva là dove il pensiero scientifico non può spingersi: ci tocca nel profondo,fa appello alla nostra intelligenza emotiva,ad una memoria antica custodita nel nostro inconscio,ad un senso di verità e di giustizia legato alla condizione biologica di essere umani.
Comprendere il ruolo di capro espiatorio affidato a Medea oggi è un dovuto tributo ad una verità mutilata e offesa,è dare spazio al nostro diritto di cantare l’orrore,cantare il ricordo della madre,cantare il ricordo di quella prima patria che è stata culla di ogni civiltà. Cantare per richiamare dal nostro più antico passato il futuro che abbiamo sempre desiderato…
Appunti di regia
Scena vuota,grandi tappeti di fattura mediorientale,un set di percussioni,pochi elementi scenografici leggeri e necessari alla costituzione di grandi o piccoli “oratori” all’interno dei quali sette attori scivolano con naturalezza dalla narrazione al dialogo. Una recitazione asciutta e rapida che consegna alla narrazione tutto il potere delle immagini evocate.

Organizzazione

Sito Web
3803634780

Progetti Carpe Diem

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