Nord Sardegna

La Nurra

[caption id="attachment_3650" align="alignright" width="266" caption="Stintino nord Sardegna"]Stintino[/caption] La Nurra, regione pianeggiante situata nella parte nord-occidentale, è una delle aree più fertili della Sardegna; qua si trova l'unico lago naturale di tutta l'isola, il lago di Bàratz. Abitata sin dai tempi più antichi, com'è dimostrato dalla presenza di numerosi insediamenti nuragici e prenuragici, questa zona fu conquistata prima dai pisani, nel XII secolo, poi dai catalani, che la governarono dal 1353 al 1850, quando passò nelle mani dei Savoia. I catalani ebbero una fortissima influenza specialmente ad Alghero, dove ancora oggi si parla la loro lingua. Tracce della conquista romana sono invece presenti nella parte più settentrionale, specialmente a Porto Torres. La Nurra è stata una regione malarica sino all'epoca fascista, quando fu messo in atto un piano di risanamento.

La Gallura

[caption id="attachment_3576" align="alignright" width="266" caption="San Teodoro Punt'aldia"]San Teodoro Punt'aldia[/caption] La Gallura comprende la parte orientale della provincia, da Capo Testa a San Teodoro, le isole di Molara e Tavolara e l'arcipelago della Maddalena. Questa regione è caratterizzata da una lingua diversa da quella parlata nel resto dell'isola, ma molto simile a quella corsa. I centri principali sono Olbia e Tempio Pausania, che rappresentano le due facce della Gallura: la costa e la montagna. Olbia e i suoi dintorni, in particolare la Costa Smeralda, durante l'estate sono meta di un gran numero di turisti, mentre nella zona di Tempio l'economia è basata sull'agricoltura, in particolare sulla produzione di sughero. In questa zona ci sono, infatti, molte Domus de Janas, villaggi nuragici e necropoli. Il pozzo sacro di Sa Testa, per esempio, fra Olbia e Golfo Aranci, considerato tra i più interessanti dell'isola, risale al periodo medio nuragico (VIII-VI secolo a.C.); molto interessante è anche la tomba dei giganti di Lu Coddu Vecchiu, a due chilometri dal bivio per Luogosanto, dove si trova una stele di granito lunga circa 15 metri e alta 4. Sempre in questa zona si trova il nuraghe di La Prisgiona, e, lungo la stessa strada, dopo un chilometro, l'interessante necropoli di Li Muri, formata da cinque dolmen e sede di un tipo di cultura originale, chiamata appunto "cultura di Li Muri", indipendente e contemporanea rispetto a quella nuragica. Sulla strada per Olbia, a 2 chilometri da Arzachena, ci sono il nuraghe Albucciu e il tempietto Malchittu; quest'ultimo è una costruzione unica nel suo genere che risale addirittura all'era prenuragica (1500-1200 a.C.). Di notevole interesse sono anche i quattro dolmen che si trovano nel territorio di Luras (III millennio a.C.). Ma la Gallura ebbe anche notevole importanza nella politica isolana nell'XI secolo, quando divenne Giudicato.

L'Anglona

[caption id="attachment_3253" align="alignright" width="266" caption="Isola rossa"]Isola rossa[/caption] Tra le regioni della Nurra e della Gallura si trova l'Anglona, con bei centri come Castelsardo, Osilo, paese molto vicino a Sassari, ma con una straordinaria indipendenza economica e culturale e un artigianato unico, Nulvi, Martis, nei cui pressi si trova un'antica foresta pietrificata, Bulzi e Sedini, con la chiesa in stile Romanico e Gotico di San Pietro delle Immagini, o di Simbranos, iniziata nel 1100 e finita circa un secolo più tardi. La facciata è a fasce dicrome di trachite e calcare, e sopra l'architrave si trova un bassorilievo in cui sono rappresentate immagini di figure antropomorfe: da qui il nome "delle Immagini"; la base dell'altare principale è un tronco pietrificato derivante dalla foresta vicino a Bulzi. Oltrepassato Sedini, andando verso l'Isola Rossa, troviamo una bella opera della natura: la roccia dell'Elefante, una grande roccia trachitica alla quale il vento ha dato la buffa forma di un pachiderma; poco più giù ci sono anche degli interessanti resti di Domus de Janas. Proseguendo verso Santa Maria Coghinas si arriva prima alla chiesetta omonima, con un'interessante facciata gotica risalente al XII-XIII secolo, poi, a circa 2 chilometri, alle terme di Casteldoria, le cui acque raggiungono temperature vicine ai 70°C. Lungo la strada provinciale per Perfugas si arriva alle rovine del Castello dei Doria (XII secolo, poi restaurato nel XIV). Il territorio di Perfugas è ricchissimo di reperti archeologici, ritenuti da molti studiosi i più antichi di tutta la Sardegna, oggi conservati in una sala del Museo Archeologico e Paleobotanico dell'Anglona. A soli 2,5 chilometri dal paese si trova la bella chiesetta in trachite rossa di San Giorgio, costruita tra il XV e il XVI secolo in stile Gotico-Aragonese, al cui interno era situato un grande polittico, ora conservato a Sassari, presso la Sovrintendenza alle Belle Arti.

Il Logudoro

A sud dell'Anglona c'è il Logudoro, diviso in tre piccole regioni:
  • Monteacuto, nel territorio di Ozieri
  • Meilogu presso Thiesi
  • Goceano al confine con la provincia di Nuoro
Anche quest'area è ricchissima di nuraghi e chiese di campagna, a partire dai dintorni di Ploaghe, paese tra l'Anglona e il Logudoro, dove si trovano la parrocchia di San Pietro, in stile prevalentemente barocco, un cimitero con lapidi scritte in lingua sarda, e la chiesa di Santa Croce, che custodisce due candelieri votivi che ogni anno ad Agosto vengono portati in processione. Lungo la strada che conduce a Sassari si susseguono la chiesa di San Michele di Salvenero, in stile Romanico-Pisano, costruita tra il 1110 e il 1130 dai monaci vallombrosani e poi ripresa nel 1200, quella di Sant'Antonio di Salvenero, e la basilica della Santissima Trinità di Saccargia. Sempre in stile Romanico-Pisano e circondata dai resti di un monastero camaldolese, questa chiesa, dicroma a fasce alterne di calcare e basalto, fu fondata nel 1116 e completata dai pisani tra il 1180 e il 1200, il portico a capanna che precede la facciata è stato modificato all'inizio del Novecento. La facciata presenta un grande portico ad archi, sovrastato da due serie di arcatelle con rosoni e rombi, a fianco c'è il campanile, quadrangolare e alto oltre 40 metri. L'interno, freddo e severo, consiste in una sola navata, mentre nell'abside si trovano degli affreschi risalenti al Duecento. Proseguendo lungo la strada per Olbia, alle porte di Ardara, antica capitale del Giudicato di Torres, troviamo la basilica di Santa Maria del Regno, in stile romanico, costruita agli inizi del 1100. L'austerità della chiesa è accentuata notevolmente dal colore scuro delle pietre basaltiche di cui è composta, la facciata presenta una bifora ed una decorazione ad archetti pensili. L'interno, che ospita un pulpito del XV-XVI secolo, un'ancona lignea del 1515, opera di Giovanni Muru, ed una statua di una Madonna col Bambino, si compone di tre navate, con la centrale ricoperta da capriate di legno. L'atmosfera ricca di storia che circonda la basilica è resa ancora più affascinante dal fatto che questa era la chiesa in cui i Giudici del Logudoro giuravano fedeltà al popolo. Sempre in direzione Olbia, circa 18 chilometri prima di Ozieri, si trova un altro splendido esempio di chiesa in stile romanico-pisano: la basilica di Sant'Antioco di Bisarcio. Questa imponente costruzione, un tempo anche sede vescovile, è stata edificata in tre fasi, da metà dell'XI secolo alla fine del XII. Nella facciata sono ben visibili i segni del crollo della parte sinistra, ricostruita in età aragonese, il campanile venne invece distrutto da un fulmine. Si arriva poi alla cittadina di Ozieri, anch'essa popolata dai tempi più antichi; qui molto interessante è il complesso di San Francesco, con la chiesa che ospita un altare in legno in stile barocco, e l'antico convento, oggi restaurato, dove si trova il Museo Archeologico. Da vedere anche la fontana Grixoni, in marmo bicromo, la cattedrale dell'Immacolata, dalla facciata in stile neoclassico e l'interno barocco, che ospita il polittico della Madonna di Loreto, opera di un artista anonimo, noto come il "Maestro di Ozieri". Ogni anno, l'ultima domenica di Settembre, ha luogo ad Ozieri la festa della Madonna del Rimedio, con processioni e sfilate di costumi tradizionali provenienti da ogni parte della Sardegna.

Goceano

A pochi chilometri c'è il paese di Pattada, conosciuto per la produzione della "Pattadese", un tipo di coltello a serramanico con lama in acciaio e impugnatura in corna di muflone. Andando verso sud, in direzione di Bono, ci ritroviamo nel Goceano, un'area ricca di foreste e siti archeologici, necropoli e chiesette di campagna. [caption id="attachment_3151" align="alignright" width="266" caption="Castelsardo panorama"]Castelsardo panorama[/caption] Nei pressi di Bultei, in direzione Benetutti, c'è la chiesetta medievale in trachite rossa di San Saturnino, che si trova in una piccola zona termale, chiamata dai romani "Acquae Lesitane". A Benetutti, nella parrocchia, troviamo un prezioso retablo del Cinquecento, opera del Maestro di Ozieri. Verso ovest è situato il centro maggiore di quest'area: Bono, che ha dato i natali al capo dei moti antifeudali di fine Settecento, Giommaria Angioy, le cui imprese vengono celebrate durante la festa di San Raimondo, il 31 Agosto, presso la chiesa intitolata allo stesso santo; qua si trova anche un'antica statua di San Francesco. A circa 18 chilometri da Bono, in pieno Goceano, ci sono foresta Burgos, con gli allevamenti dell'Incremento Ippico in Sardegna, e il castello di Burgos, nella periferia dell'omonimo paese, costruito nel 1127-1129, del quale ci restano una torre e la cinta muraria.

Meilogu

Risalendo infine verso nord ci troviamo nel Meilogu; il paese di Bonorva si trova in una zona interessantissima da visitare, grazie alla presenza di una delle necropoli più importanti dell'isola, Sant'Andrea Priu, e di interessanti chiese campestri. La necropoli di Sant'Andrea Priu si trova su una rupe in trachite rossa, a circa 10 chilometri dal paese; è formata da una serie di domus de janas costituite a celle (stanze) scavate nella roccia. Nelle vicinanze c'è la chiesetta campestre di Santa Lucia, meta, ogni anno ai primi di Maggio, di pellegrinaggio di fedeli. Lungo la strada statale 131, verso Torralba, si raggiunge la Valle dei Nuraghi, la cui attrazione principale è il complesso della reggia nuragica di Santu Antine, uno dei più grandi e completi in Sardegna. Si pensa che la torre centrale, a tre piani con terrazzo, arrivasse addirittura ad un'altezza di circa 20 metri; attorno si snoda un bastione a pianta triangolare a due piani, con una torre per angolo, racchiude un cortile, al centro del quale si trova un pozzo. Gli oggetti ritrovati in questo sito sono conservati in parte al Museo Sanna a Sassari, in parte a Torralba, nel Museo della Valle dei Nuraghi del Logudoro-Meilogu. Interessante è anche il vicino nuraghe Oes, che presenta una caratteristica singolare: la volta di separazione tra il primo e il secondo piano non era in pietra, ma in legno. Circa 3 chilometri a sud di Torralba c'è la chiesa romanica di Nostra Signora di Cabu Abbas, in calcare misto e trachite, edificata nel XII-XIII secolo. Andando verso Thiesi, a sud di Borutta, troviamo una delle più belle chiese della Sardegna, San Pietro di Sorres, in stile romanico, costruita tra l'XI e il XII secolo, ma sottoposta a modifiche sino al 1800. La facciata, molto raffinata, è resa ancora più elegante dalla presenza di false logge e intarsi; la parte interna è a tre navate con volte a crociera. La chiesa si trova presso un monastero di benedettini visitabile su richiesta. Molto interessanti da vedere sono anche la grotta di Monte Majore o Sa Corona, a 10 chilometri da Thiesi, abitata in epoca preistorica, le domus de janas di Mandra Antine, a 3 chilometri da Thiesi, risalenti ad un periodo a cavallo tra l'Età del Rame e quella del Bronzo, e la chiesetta di santa Maria Bubalis, presso Siligo (1063 circa), perché raro esempio di opera tardo-bizantina in Sardegna; non lontano si trova un pianoro basaltico chiamato Monte Santo, con la chiesa dei Santi Elia ed Enoch, in stile romanico.

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