Il Supramonte

Tra i panorami più belli del supramonte Il Supramonte è un altopiano carbonatico che si stende tra il rio Olai e l'alto corso del Cedrino, dominando Oliena e Orgosolo. La sagoma del Supramonte è così caratteristica in questi paesi che lo si distingue familiarmente in Supramonte di Orgosolo e in Supramonte di Oliena. Per ragioni geologiche è recentemente sembrato opportuno estendere l'appellativo Supramonte ad altri settori dell'antico mare, elevato a montagna dagli sconvolgimenti della crosta terrestre. Ferma restando la definizione d'inizio paragrafo, in questa guida consideriamo Orgosolo, Oliena e Dorgali gli unici paesi legati al Supramonte.

Ispinigoli

Pochi chilometri a nord del paese, sulla strada per Orosei, si trova La grotta d'Ispinigoli, un antro carsico che sembra sostenuto da una lunga stalatto-stalagmite a colonna . Il ricamato pilastro calcareo si estende per 38 metri, ma la grotta si sviluppa per altri 12 Km sottoterra, sul fondo di un primo salto sono state rinvenute delle ossa di giovani donne che sono valse a battezzare il sito: l'Abisso delle Vergini. Da questo ritrovamento, insieme a quello di piccoli monili fenici e un punteruolo fatto d'osso, è nata la credenza che quei popoli praticassero sacrifici umani agli dei.

Le spiagge

[caption id="attachment_5860" align="alignleft" width="266" caption="Il mare di cala Cartoe"]Il mare di cala Cartoe[/caption] Proseguendo per la stessa strada che vi ha condotto alla grotta d'Ispinigoli trovate sulla destra uno svincolo per le spiagge. Poco distante dal raccordo si trova sulla sinistra l'ingresso per Cala Osalla, seguendo questa stradina per qualche chilometro si raggiunge la spiaggia. Un Piccolo molo la divide da Osalla di Orosei ma dei gradini sul costone mettono in contatto i due arenili. Proseguendo oltre l'ingresso per Osalla si trova l'incrocio per l'insenatura di Cala Cartoe. Osalla e Cartoe sono due angoli incantati, con spiagge formate da sabbia finissima e con acque limpidissime, a parte qualche casa a cala Osalla, non vi sono altri insediamenti umani; un bar molto accogliente ad Osalla è l'unico servizio. Oltre l'ingresso per Cartoe la strada vi porta fino alla frazione di Cala Gonone, attraverso una litoranea scomoda ma mozzafiato.

Le spiagge di Cala Gonone

[caption id="attachment_3123" align="alignleft" width="204" caption="La spiaggia di Cala Gonone"]La spiaggia di Cala Gonone[/caption] Dirimpetto all'abitato e in concomitanza del piccolo porto, si trova la spiaggia centrale, frequentatissima dalle famiglie e da chi non dispone di molto tempo per raggiungere gli altri arenili. Sempre poco distante, proseguendo lungo la strada in direzione sud, s'incontrano le spiagge di Sos Dorroles e S'Abba Meica, lunghissimi e stretti litorali ben riparati dal vento. Nei pressi del campeggio si diparte, in direzione sud, una strada costiera che conduce direttamente a Cala Fuili. I grossolani detriti, trasportati dal fiume che ha creato questa insenatura, formano la spiaggia omonima. Per accedervi bisogna scendere una serie di ripidi gradini, per poi percorrere un piccolo sentiero attraverso la vegetazione. Se invece vi dirigete verso la parete opposta a quella da cui siete scesi trovate un altro sentiero che vi permette di raggiungere l'incantevole Cala Luna. Via mare o via terra, la spiaggia di Cala Luna è uno spettacolo che non potete perdere. E' considerata la spiaggia più bella d'Europa, il bastione del Supramonte, rendendone problematico l'accesso, ha permesso che si conservasse come tale. Alle spalle della spiaggia, un fitto manto di oleandri pittura di rosa il confine con la valle che ha generato l'arenile. Proseguendo lungo le falesie del Golfo incontriamo in ordine Cala Sisine, Cala Biriola, Cala Mariolu, Cala Goloritzé, tutte cale con splendide spiagge raggiungibili via mare. Il percorso Cala Fuili Cala Luna è un ottima occasione per fare trekking, il panorama della parte sud del Golfo di Orosei è mozzafiato. Valutate bene la lunga camminata, ci vogliono minimo due ore e necessitano calzature adeguate. Durante i mesi estivi a Cala Luna è operativo un bar, per cui non fatevi prendere dal panico se finite le vostre scorte d?acqua a metà strada, ma non scordate i contanti. L'intero Golfo di Orosei è formato da falesie calcaree a strapiombo, negli ultimi anni sono state prese di mira dagli appassionati di arrampicata, per cui sono sempre di più numerosi i percorsi attrezzati disponibili. Per gli appassionati di immersioni, davanti a Cala Luna, si trova il relitto del mercantile italiano Nasello, silurato durante L'ultima Grande Guerra. Sempre sott'acqua, davanti alla spiaggia di Osalla, si trova il relitto del KT 12 della Marina Tedesca. Era un mezzo da sbarco ma i locali lo hanno ribattezzato la petroliera, in quanto era carico di fusti di carburante oltre ad autoblindati, motociclette e gru. I fusti furono recuperati ed i contadini del luogo impiegarono anni prima di esaurire le scorte, impiegate per rifornire i loro trattori.

La Grotta del Bue Marino

Prende il nome dalla Foca Monaca che un tempo abitava questo antro carsico, ma ormai estinta nell'isola. Si raggiunge dopo una breve crociera in barca, attraccando direttamente all'imboccatura della Grotta. E' composta da due rami, quello Nord e quello Sud, di cui solo quest'ultimo è aperto al pubblico. Nel primo tratto del percorso sono presenti dei graffiti attribuiti all'uomo del neolitico, il livello delle acque a quei tempi infatti, era di gran lunga inferiore e non è difficile pensare che la grotta fosse abitata in pianta stabile. Un gigantesco lago salato domina la sala riflettendo, nelle sue acque limpide, lo splendido ricamo di stalattiti e stalagmiti che adornano la spelonca. Il percorso visitabile si conclude nella spiaggia delle foche, un angolo sabbioso, dove si presume il raro mammifero mettesse al mondo i suoi cuccioli. Decimata dalla caccia e dalla pressione antropica nei suoi areali riproduttivi, nel 1978 veniva registrata l'ultima riproduzione certa della foca monaca in Sardegna. Durante lo stesso anno veniva emanata la legge che vietava la caccia e il disturbo del mammifero.

Il Canyon di su Gorroppu, come arrivare

[caption id="attachment_3227" align="alignleft" width="201" caption="Dorgali gola di gorroppu"]Dorgali gola di gorroppu[/caption] Proseguendo sull'Orientale Sarda (s.s. 125) oltre l'ingresso per Cala Gonone, si trova un bivio sulla destra che scende nella valle dell'Oddoene, lasciato alle spalle l'albergo Sant'Elene, la chiesa campestre di N.S. del Buon Cammino, superate il ponte Sa Barva e svoltate a sinistra. Un cancello in legno segna l'inizio della strada sterrata che conduce fino alla Gola, se non possedete un fuoristrada è bene proseguire a piedi. La piccola stradina si svolge ai piedi del Monte Oddeu e per quasi tutto il tragitto è costeggiata alla sua sinistra dal rio Flumineddu. Un vecchio leccio leggermente inclinato sembra dare il benvenuto, proseguendo oltre, i pochi passi in mezzo alla macchia ci portano al reale ingresso del Canyon, P.ta Cucuttos e P.ta Iscopargiu sono le due torri laterali, le cui pareti ripidissime mozzano il fiato. Durante la stagione delle piogge il Rio Flumineddu scorre impetuoso nella gola, ma durante l'estate e la primavera, superficialmente, si riduce ad un paio di pozze all'ingresso ed un laghetto alla fine del canyon. Enormi massi resi lisci da antiche acque selvagge e dalle piene attuali, ostruiscono in più punti la gola; le pareti di circa 400 m. mantengono quasi tutto il percorso in un ombra perenne, a volte invece incanalano il sole di mezzogiorno rendendo insopportabile la calura. Lo specchio d'acqua in fondo alla valle segna la fine del percorso; Su Gorroppu continua, ma per proseguire da questo punto è necessario utilizzare le corde per scalare la vertiginosa parete. E' sempre valido il consiglio di farsi accompagnare da una guida esperta. E' invece imperativo evitare di partire nel tardo pomeriggio, l'oscurità vi troverebbe prima del rientro; vestirsi nella maniera adeguata, utilizzando scarpe robuste e abiti comodi; munirsi di minimo 2 litri d'acqua a testa durante i mesi estivi, le temperature volano spesso intorno ai 40 ° e l'arsura è devastante.

Il Lago Cedrino e la fonte di Su Gologone

Abbandonato Dorgali in direzione Nuoro, dopo pochi chilometri, si attraversa il ponte che guada il lago del Cedrino, il più spettacolare tra tutti i laghi artificiali sardi. In direzione sud è incastonato tra il monte Omene e il monte Su Cusidore mentre la sua foce si trova a nord, nell'abitato di Orosei. Tra i suoi affluenti più famosi vi sono il Rio Flumineddu che scorre nella gola di Su Gorroppu e la fonte di Su Gologone, una sorgente d'acqua purissima che sgorga ai piedi del Supramonte di Oliena. Su Gologone si presenta come un laghetto d'acqua limpida e freschissima che si addentra nella parete della montagna, alla sorgente l'acqua sembra quasi immobile eppure questa fonte è l'affluente maggiore del Cedrino, tanto che la sua portata condiziona il regime stesso del fiume. Questa incantevole fonte è stata una delle prime attrattive turistiche della zona, attualmente è ancora molto visitata ma i siti resi fruibili ai turisti sono aumentati in tutto il Supramonte in generale. Su Gologone è diventata principalmente il punto di partenza per altri percorsi turistici. Approfittare delle escursioni in canoa che vengono fatte lungo il lago del Cedrino, lo scenario è da sogno. Nel parcheggio in prossimità della fonte di Su Gologone, durante le festività, i locali organizzano spesso degli enormi arrosti. Anche se avete assaggiato porcetto in abbondanza, durante la vostra vacanza, è bene fare un piccolo investimento e assaggiare questa delizia; cotto a fuoco lento durante l'intera giornata, conserva sapore e fragranza, troppo spesso trascurate da cotture eccessivamente rapide.

La Valle del Lanaittu (Lanaitho)

[caption id="attachment_3348" align="alignleft" width="194" caption="Oliena grotta sa oche"]Oliena grotta sa oche[/caption] Quando il Parco del Gennargentu era ancora agli albori, il Comune di Oliena decise di cedere la valle del Lanaittu all'Azienda Foreste Demaniali della Regione. Sarebbe dovuta essere il punto di partenza per costruire il parco. A seguito di tale decisione non è più possibile l'allevamento nella valle ed i pastori che conservano ancora le loro capanne in loco, hanno riconvertito la loro attività in ospitalità. I pranzi a base di ricotta e miele, carne arrosto o pecora bollita, attirano ogni anno sempre più persone. Seguendo la stessa strada per la fonte di Su Gologone, qualche centinaio di metri prima del parcheggio e subito dopo l'albergo, una strada sterrata conduce nella valle. Da qui una volta affrontata la ripida salita che passa vicino alla cava di calce si arriva, dopo pochi chilometri e mantenendo la destra, alla grotta di Sa Oche (la voce) e un centinaio di metri più in alto si trova quella di Su Bentu (il vento). E' un sistema carsico di fama internazionale, sia per via di concrezioni spettacolari sia per il sistema idrico interno. Il meccanismo che le caratterizza è pressappoco questo: durante le piogge la vena che alimenta i laghetti di Su Bentu s'ingrossa e tramite un sifone, va a colmare il lago della grotta di Sa Oche. Il rumore che l'aria produce, spinta dalla pressione dell'acqua, è stato fonte di molte leggende, molte persone erano addirittura in grado di calcolare dopo quanto tempo, dall'inizio del soffio, l'acqua sarebbe arrivata nella seconda grotta. Poco distante dal complesso carsico si diparte una piccola strada sterrata per il villaggio di Sa Sedda e Sos Carros, dal fondo della valle si parte alla volta del villaggio di Tiscali.

Il Monte Corrasi

E' la cima del Supramonte di Oliena, si può vedere da qualsiasi strada che guardi a sud est, in Sardegna è la sfida più dura per i rocciatori, dato che la sommità del Gennargentu, la montagna più alta dell'isola, ha una conformazione tale da poterla raggiungere con una semplice passeggiata. Il punto di riferimento per arrivare nei suoi pressi è monte Maccione, tuttavia essendo la zona più aspra e difficile del Supramonte è meglio chiedere aiuto alle guide esperte.

Il Supramonte di Orgosolo

La prima strada che conduce nella zona più impervia del comune di Orgosolo, si trova poco prima del paese se si arriva da Mamoiada. Per questa strada si sale fino a località Funtana Bonas, poco distante si trova la sorgente del fiume Cedrino, sul monte Fumai, l'altro imponente rilievo e Monte Novo San Giovanni e l'insieme forma la foresta demaniale di Montes, una foresta primaria formata da lecci secolari alti decine di metri che non sono mai stati tagliati. Non esistono altre foreste simili in Italia ed una passeggiata al suo interno è uno spettacolo impagabile. Dominata nei suoi cieli dall'aquila reale, la foresta custodisce nel sottobosco il più particolare ungulato sardo: il Muflone. Proprio nella foresta esiste un progetto di attento monitoraggio della specie che, ormai fuori dal pericolo di estinzione, si appresta a ripopolare massicciamente il Supramonte. Poco distante dalla foresta uno dei più caratteristici nuraghi dell'isola, il nuraghe Mereu (Nuragheddu), elevato con pietre calcaree. Poco distante il Nuraghe Gorroppu, in prossimità della gola omonima che da qui si può ammirare in tutto il suo splendore. Le distanze, ovviamente, sono condizionate dalla morfologia angusta del terreno, che raggiunge condizioni limite nel tragitto per arrivare a Pischina Urtaddala, in cui si trovano una successione di laghetti color verde smeraldo, in un letto di candido calcare.

Campu Donnanigoro e Su Sercone

Il Campu Donnanigoro e Su Sercone si trovano poco distanti dal nuraghe Mereu, rispettivamente in posizione est ed ovest rispetto ad esso. Sono due doline, la prima con la conformazione di un vasto pianoro, la seconda dotata di un immenso inghiottitoio, in realtà un'antica grotta sprofondata, che la rende uno dei maggiori fenomeni di questo tipo in Europa (vedi Il Carsismo). Le due doline sono raggiungibili sia dal Supramonte di Orgosolo che da quello di Oliena attraverso la valle del Lanaittu, la difficoltà per arrivarci è comunque molto elevata, obbligatoria l'escursione con qualche esperta guida locale.

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