Mostra personale di Giovanni Sanna

Ozieri » ex Centrale Elettrica

Le oltre trenta opere in mostra afferiscono agli ultimi anni di attività di Sanna (dal 2010 ad oggi)

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Sabato 26 ottobre alle ore 18,00 presso i locali della “Ex Centrale Elettrica” di via De Gasperi, verrà inaugurata la mostra personale dell’artista Giovanni Sanna, patrocinata dal Comune di Ozieri e dall’Istituzione “San Michele”.

La mostra è organizzata e curata da Mario Lai, il quale ha anche curato il catalogo con i testi di Michele Calaresu.
La mostra è visitabile liberamente per tre settimane, dal martedì alla domenica dalle ore 16,00 alle 19,00.


Il portotorrese Giovanni Sanna (classe 1977) è docente dell’Accademia di Belle Arti di Sassari; alcune delle opere esposte nella mostra ozierese hanno appena fatto rientro dall’importantissima rassegna d’arte internazionale “Premio Sulmona”, presieduta dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, che in diverse altre occasioni ha fortemente voluto Sanna nelle rassegne da lui curate (come ad esempio nella “Biennale” di Venezia del 2011, nel “Padiglione Italia” della Sardegna).

Le oltre trenta opere in mostra afferiscono agli ultimi anni di attività di Sanna (dal 2010 ad oggi) e rappresentano un ciclo uniforme dal punto di vista della ricerca artistica. In questa fase l’artista predilige la rappresentazione di individui in carne ed ossa, che per semplicità possiamo definire ritratti (senza alcuna pretesa celebrativa), ma in realtà sono qualcosa di più profondo.
Queste opere denotano da parte di Sanna un interesse assoluto per i propri simili, sia dal punto di vista anatomico che psicologico.

Il pittore coglie la breccia che i modelli gli permettono di penetrare e svela, rispettosamente, il loro intimo “essere”, più che il loro “avere”: ciò che ci rende interessanti e degni di attenzione. Circa la metà delle opere in mostra raffigura invece oggetti manipolati e deformati dall’uso che, indirettamente, ci aprono degli squarci sulla vita dei loro possessori: sono delle “nature sospese”, oggetti della quotidianità, apparentemente banali, che ci restituiscono l’atmosfera di un’esistenza reale, fatta di quelle abitudini a cui non facciamo nemmeno più caso, testimonianze della monotona, solitaria e talvolta triste esistenza che alcuni conducono al riparo dagli occhi della società, in bui e trascurati scantinati esistenziali.

Queste, come tutte le altre opere esposte nella mostra, non ci lasciano indifferenti, in qualche modo ci riconciliano con il consorzio umano.
La pittura di Sanna è priva di drammaticità, rabbia o denuncia, cioè di qualsiasi elemento di contrapposizione con la società in cui vive; la sua arte è invece pregna di empatia e affetto verso i suoi modelli e gli oggetti testimoni dell’esistenza umana.
Tutte le espressioni del nostro vivere sono, per qualche verso, specchio della nostra identità, e per Giovanni Sanna non c’è eccezione: le sue opere sono come lui, sincere, perspicaci, esatte ed emotivamente comunicative.