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 "L'anomalia sarda": la Sardegna è la regione d'Italia in cui si legge di più

Successo per "Poche storie", cosa ti perdi se spariscono i librai.

La Sala Sassu del Conservatorio gremita e biglietti esauriti per l'orgia di lettura organizzata, venerdì 28 ottobre, da Michela Murgia a supporto della Libreria Odradek di Rita Marras.

29/10/2011 16:37:00
Carla Casu
Reporter Gold
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Una serata «casereccia», così l'ha definita la stessa scrittrice di Cabras, che si apre con le note del sax di Gavino Murgia, mentre sullo schermo scorrono le slides che spiegano la cosiddetta "anomalia sarda": l'isola è, infatti, la Regione d'Italia in cui si legge di più. Con i suoi 30 librai indipendenti e i suoi autori - prediletti anche dagli editori oltremare - che quando diventano popolari fanno da traino per tutti gli altri, sui quali è conveniente investire proprio per quel numero rilevante di lettori sardi garantiti.


E sono proprio i lettori volontari - che si muovono sul palco - a costituire la cornice scenografica dell'evento. Tra di loro anche l'Assessore di Sassari alla Cultura, Dolores Lai.
Nessun conduttore, solo uno schermo sul quale compare via via il nome di chi deve salire sul palco.

Ed è Salvatore Mannuzzu ad aprire le danze leggendo "Dora Markus" di Montale, da una copia acquistata nel 1947 nella storica Libreria Dessì al Corso di Sassari, oggi Mondadori. «Leggerò piuttosto male» - dice - «ma sarebbe assai peggio se leggessi qualcosa di mio», strappando così la prima della lunga serie di risate che accompagneranno la serata.

Poi è la volta di Paolo Maccioni e del brano tratto dal suo "Buenos Aires troppo tardi". Dopo di lui Teresa Porcella ricorda in un videomessaggio come nessun mare possa portare più lontano di un libro.
Segue il poeta Alberto Masala che, con la complicità di Rita Marras, veste ironicamente i panni del venditore per presentare un nuovo originale prodotto: l'iBook Seller, ovvero il libraio.
Poi Ornella Demuru, dell'Editrice Kita, con il brano tratto dal libro di Franciscu Sedda "I sardi sono capaci di amare".

Lo scrittore e sceneggiatore napoletano Domenico Starnone delizia il pubblico con un aneddoto della sua infanzia, quando un librario gli prestava le opere che non poteva permettersi di acquistare perché, se gli fossero piaciute, un giorno le avrebbe comprate e per lui sarebbe stato comunque un investimento.

Il sassarese Gianni Tetti ricorda la sua prima presentazione - avvenuta proprio da Odradek - e racconta la favola di una vecchietta malata di cancro, metafora della condizione italiana.
L'iglesiente Simona Tilocca legge un suo pezzo dedicato al libraio di fiducia e un brano di un autore che probabilmente non sarebbe esistito senza un libraio indipendente: Catullo.

Poi è la volta del videomessaggio di Francesco Abate, rimasto a Cagliari perché vincitore del Premio Alziator per il romanzo "Chiedo scusa", che affida a Paolo Maccioni il compito di leggere un passo - tratto dal libro "Ultima di campionato" - sul suicidio di Gianfranco Cocco, titolare di una storica libreria cagliaritana.

Segue Lucia Angelica Salaris, dell'Angelica Editrice, con il brano ironico di Anna Maria Pulina - sul segreto per scrivere il romanzo etnico perfetto - che segna forse il momento più esilarante della serata.

Dopo di lei Daniele Pinna, dell'Agenzia Letteraria Kalama, che cita aforismi di Amos Oz, Ray Bradubury e Giorgio Manganelli.
Si ride anche con Andrea Pusceddu, del collettivo di scrittori Elias Mandreu, che esordisce con «perdonate l'emozione, ma è la prima volta che partecipo a un'orgia e lo faccio in pubblico».

Poi Kafka, letto da Silvia Sanna e Luana Scanu, della neonata casa editrice sassarese Voltalacarta e Alberto Capitta, accompagnato al flauto traverso dalla figlia.
Giorgio Todde parla della legge Levi e riporta un messaggio del Maestrale, la casa editrice indipendente numero uno in Sardegna, nata proprio da una libreria indipendente.

Paola Cadeddu, di Aìsara, legge un brano del francese Régis de Sá Moreira tratto da "Il librario". A seguire il videomessaggio di Gianluca Floris contro i centri commerciali e la grande distribuzione.
Il napoletano Diego De Silva legge in anteprima assoluta testi inediti del suo prossimo libro. Dopo di lui l'attore Alessandro Melis interpreta brani di Alessandro De Roma e Giulio Angioni.

Alla serata è presente anche Francesca Cadeddu in rappresentanza della sezione Sardegna dell'Associazione Italiana Biblioteche.
Chiudono: Milena Agus con "La terra degli unicorni", la scrittrice oristanese Savina Dolores Massa e Marcello Fois, che affida il suo videomessaggio alla figlia Eleonora che ringrazia i librai indipendenti per fare la felicità di suo padre e di conseguenza la sua.

Infine salgono sul palco proprio i librai, per i saluti e i ringraziamenti di una commossa Rita Marras: «noi non molliamo se non siamo soli».

E nell'aria riecheggiano le parole di Michela Murgia quando a inizio serata, dopo aver letto il messaggio di solidarietà inviato da Dacia Maraini, racconta l'aneddoto che forse più di tutti esprime perfettamente il senso dell'evento e della battaglia stessa di chi non si arrende alla crisi: dopo aver venduto l'ultimo uliveto di famiglia, la nonna - malgrado non sapesse leggere - ogni mese comprava un libro che riponeva in uno scaffale. Quando con curioso stupore le chiese perché, si sentì rispondere soltanto «nell'uliveto crescevano le olive, qui devi crescere tu».