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 Ovili su quel calcare bianco, arso, spoglio, trasudante Storia e storie.

Goloritzè Biriola Ogliastra

Quando si va lì, sui monti di Baunei, non smetti mai di sognare.

31/08/2011 12:35:00
matteo marteddu
Reporter Gold
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Quando si va lì, sui monti di Baunei, non smetti mai di sognare. Tre giorni ci siamo presi, di una caldissima estate. Io , Piero, Tore…base Tortolì. Spaghetti e verdure d’orto, autentiche, la sera. Cook di prestigio ! Porteddu, partenza e approdo, alfa e omega. Si sale, frescura del mattino, sul Golgo ricco di profumi estivi. La guglia di Goloritzè è sotto, spada affilata che si erge dal mare. Viriamo a destra, primo ovile.

Ovili su quel calcare bianco, arso, spoglio, trasudante Storia e storie.
Avanti si scollina, pietraie, altro ovile, testimone muto di solitudini. Piede su Bacu Linnalbu e subito su… la meta è altra. Ovile Jenna mudrecu, maestoso, reggia di antichi blasoni..

Ancora e la vetta, Punta Salinas, finestra sul mondo, sul golfo di Orosei, sui faraglioni a picco, su quel mare, sulle chiazze bianche di strane frecce,barche,da lassù che trafiggono il blu… foto e suggestioni. Poi giù. Non possiamo non ritoccare l’oggetto dei nostri sogni di escursionisti!! Cuile Mancosu; monumento alla cultura di un’edilizia povera, intelligente, essenziale, produttiva.

Discesa sulla scala scolpita sul ginepro, firma e pensieri sui fogli di un registro che raccoglie la nostra fatica. Poi giù, pietraia, pazza, dislivello per caviglie forti…. Sempre le tracce dei carbonai… furti antichi, saccheggi, natura che si ripopola e si riprende con prepotenza i suoi diritti uccisi. Goloritzè, le parole sono inutili, basta la frescura del mare e i suoi fondali. Pranzo, goccio di vino, risalita, senza fiato, si sa… giornata piena.

Un po’ di ansia la notte, forse. Zanzare. Risveglio, presto… incubo Biriola, i suoi strappi, le falesie, le discese folli. Alle 8 sul Golgo, S. Pietro, strada per Sisine…. Parcheggio Olorbissi, toponimi dolci. Si sale…. Siamo in sei; si sono aggiunti Michele da Ollolai, Gino da Lodè, Francesca da Siniscola…. Si capisce subito che non va…. Primo strapiombo molla Gino e mollano in tre. Di nuovo soli… Parete…battito cardiaco…cavo d’acciaio per vincere la paura…. Piero e Tore spavaldi, io no, tremante e teso… ma si và accompagnato dalla didattica aggressiva, talvolta insultante ma efficacissima di Piero. Breve scuola di disarrampicata sul campo, e che campo! Seconda falesia, cavo, scala in ferro, 15 metri sulle gambe e mani libere. Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare!!

Ma lì maturo l’idea di chiedere asilo politico ad una barca per il rientro… Giù a picco, bosco di Biriola, famoso, che si aggrappa alla montagna. La finestra sulla spiaggia, nitida, unica, ripaga la fatica. Ultimi sforzi, esausto… in mare a spalancare occhi, cuore. Mi accoglie la Mariner III, non boat people, ma elegante con giovanissimo capitano studente di ingegneria e marinaio studente di filosofia e lettere.

Molta affinità… accoglienza a bordo, un bianco ghiacciato, dolci sardi.. Le pareti da giù dal mare, dalla barca, sembra che mi irridano; Mariolu, Goloritzè Portu Quau, Portu Pedrosu, Monte Santo, Forrola, Giradili, Bacu Orrolossi, Pedra Longa… mi inchino dalla barca alla loro maestosità da me tradita. E un po’ di nostalgia per gli spasimi di Tore e Piero, nelle stesse ore in risalita sulle pareti di Biriola.

La tranquillità del porto, una 0,40 comune, per dimenticare, ma soprattutto per ricordare….il riposo dell’indomani al lido delle rose, accompagnati dallo smile 24 carati ( Tore) della ragazza del bar sulla spiaggia….. Nella testa frulla già Bacu Maore…