Un importante simbolo visivo capace di caratterizzare un’area importantissima nella storia della cit

Il simbolo degli Arborea nella rotonda di Piazza Mannu ad Oristano

Giudicato d’Arborea con l’albero deradicato compreso all’interno di uno scudo gotico in campo bianco.

Giornalista pubblicista, collabora a numerose testate e ha scritto anche il libro La storia della cucina sarda e or…
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La rotonda di Piazza Mannu da oggi diventa un simbolo della storia giudicale e della ceramica tradizionale oristanese.

Nella Porta a mari, l’antica porta d’ingresso della città, questa mattina sono terminati i lavori per la sistemazione dello stemma raffigurante l’albero deradicato degli Arborea che d’ora in avanti consentirà di associare immediatamente la piazza Mannu alla storia Giudicale.

I lavori della rotonda, la cui esecuzione erano stati decisi nei mesi scorsi dalla Giunta Nonnis, sono stati realizzati con l’impiego di lastre di basalto sardo e elementi in cotto.
Rimaneva da completare l’intervento con la sistemazione, nella parte centrale, di un bassorilievo artistico in ceramica raffigurante lo stemma del Giudicato d’Arborea con l’albero deradicato compreso all’interno di uno scudo gotico in campo bianco. Un importante simbolo visivo capace di caratterizzare un’area importantissima nella storia della città, proprio davanti all’antica Porta a Mari e alla Reggia giudicale che attualmente ospita il carcere.

Nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di posizionamento dello stemma in ceramica e da oggi lo scudo è visibile e abbellisce la piazza. L’opera è stata realizzata dagli alunni dell’Istituto d’Arte Carlo Contini di Oristano su incarico della Giunta Nonnis che ha voluto affidare ai giovani allievi ceramisti il compito di esaltare due importanti caratteristiche della città: la tradizione ceramista e la storia giudicale. Nei laboratori dell’Istituto d’Arte per alcuni mesi ha lavorato un gruppo di sette studenti (Tania Atzori, Giorgio Barresi, Valentina Carcangiu, Chiara Marongiu, Emanuele Piras, Maurilio Statzu e Francesco Testa) seguiti dagli insegnanti Margherita Pilloni e Arnaldo Manis e dall’assistente tecnico Salvatore Pinna.

La progettazione e la direzione dei lavori è stata a cura di Maria Grazia Piras, mentre il coordinamento generale è stato affidato ad Antonio Tore. Il materiale utilizzato per lo stemma e per tutto il decoro è un’argilla semirefrattaria, modellata, essiccata e infornata e, infine, decorata con i colori tipici degli smalti impiegati storicamente dai figoli: il verde e il giallo. Lo scudo è composto da 26 lastre, mentre il resto del decoro è assemblato con circa 250 mattonelle e profili di varie forme.