Un anno fa moriva a Roma l'attore oristanese Tiberio Murgia

Il 23 agosto 2010, moriva a Roma Tiberio Murgia, attore oristanese con 150 film alle spalle, molti dei quali girati a fianco con autentiche stelle del cinema mondiale.

Giornalista pubblicista, collabora a numerose testate e ha scritto anche il libro La storia della cucina sarda e or…
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L’attore non ritornava spesso nella sua città, dove erano troppi i ricordi spiacevoli. Si riconciliò con Oristano solo dopo che il 12 marzo 2005, fu organizzato in suo onore “Il Tiberio Murgia Day’s”. Fu uno di quegli avvenimenti destinati a restare nel ricordo dell’immaginario collettivo degli oristanesi, sceneggiato e messo in piedi dalla fervida fantasia di Filippo Martinez.

Tutto cominciò il pomeriggio, con l’arrivo alla stazione ferroviaria di Piazza Ungheria dell’illustre personaggio, con relativa bicchierata di benvenuto, poi al teatro Garau, per il gran gala in suo onore.
Tiberio Murgia, un pochino acciaccato dagli anni e non più “solito ignoto”, ma mai domo, si prestò di buon grado a sfilare sul tappeto rosso, che delimitava il percorso che da Piazza Roma portava all’ex Cinema Moderno, che chissà quante volte aveva varcato in gioventù per rimorchiare qualcuna di quelle “zaracchedde”, che andavano a vedere i film romantici in voga negli anni Cinquanta.

Certo ne è passato del tempo da allora, quarantasette all’incirca, da quando, rientrato in città, sulla scia del successo del film I soliti ignoti, per mettere su uno spettacolo di varietà e preso alloggio proprio in Piazza Roma all’hotel Firenze, con tanto di auto americana e soubrette al seguito, ebbe un eufemistico diverbio con un noto personaggio oristanese, proprio all’uscita dell’albergo e da quel momento, promise solennemente che non sarebbe più tornato ad Oristano, poi però più che il giuramento, ha potuto la nostalgia.

L’avvenimento fece tanto scalpore in città, che Benito Urgu, trasse lo spunto per una delle sue prime canzoni, che però non fu molto gradita da Tiberio, che lo costrinse a cambiare alcune parole che lo rendevano immediatamente identificabile. Chissà se si saranno riconciliati mentre si abbracciavano. Chi non si è fatto vedere al Tiberio Murgia day’s, è stato l’altro protagonista di quell’increscioso episodio, forse nessuno lo aveva avvertito che i guarda spalla dell’attore, erano li solo per fare coreografia, altrimenti si sarebbe fatto vivo anche lui.
Alcune dream cars, tra cui due Ferrari e una Maserati, erano servite a rendere ancora più spettacolari gli arrivi dei VIP, traghettandoli in quei pochi metri che separavano via Tirso da via Parpaglia, per scaricarli sulla passerella rossa per il Teatro Garau. Qui gli applausi si sono sprecati per i Vari Benito Urgu, Giampaolo Loddo (ballo a tre passi), la nota scrittrice, nonché musa di Filippo Martinez, Barbra Alberti, quindi Simone Cireddu (regista di “Morbo”), sottobraccio alla sua stagionata tata Giuseppina Pilloni, in costume di Cabras, (protagonista dello spot “Morbo”), che hanno sfilato facendo tanta tenerezza,infine il festeggiato, abbracciato dalla figlia al suo arrivo, e seguito dal solito codazzo di conoscenti, fan e gremi di ogni colore e genere. Ingresso trionfale al Teatro Garau, dove gli fu consegnato un premio in riconoscimento dei suoi meriti artistici nel mondo del cinema italiano. Un riconoscimento che gli fecero sgorgare anche qualche lacrima di commozione.
Gian Piero Pinna