Cerca articoli

 Prosegue prevendita dei biglietti per il concerto conclusivo del tour “!50”

Paolo Fresu chiude il tour !50 con un "A solo" al Teatro Lirico di Cagliari

L'ultimo concerto del tour !50, il tanto atteso "A solo", è l'unico con ingresso a pagamento. Si tiene al Teatro Lirico di Cagliari il 31 luglio.

23/07/2011 08:27:00
Paolo Fresu: tromba, flicorno, pocket trumpet, cornetta e multieffetti
Francesco Carta: luci
Fabrizio Dall’Oca: suono
Vittorio Albani: basi

Prosegue la prevendita dei biglietti per il concerto conclusivo di “!50” (l'unico di tutto il tour con ingresso a pagamento), l'atteso “A solo!” di Paolo Fresu in programma al Teatro Lirico di Cagliari domenica 31 luglio. I biglietti si possono acquistare attraverso il circuito Greenticket, a Cagliari da Sarconline (via Sulis, 41; tel.
070684275), Box Office (viale Regina Margherita, 43; tel. 070657428) e Alta Fedeltà (via Grazia Deledda, 27; tel. 070 684083). Un posto in platea costa 30 euro, 22 nella prima loggia e 15 nella seconda.

Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che – specialmente in campo jazzistico – si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma, comunque sia, sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico. Quando l’Auditorium di Roma, nel gennaio del 2005, ha proposto a Paolo di essere protagonista di un concerto solistico per tromba, le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” … e via di questo passo.

Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica, con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi, ha poi deciso di accettare l’offerta, mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere, ma addirittura nella sala Santa Cecilia (la principale dell’Auditorium della Musica), ovvero sia la mega-sala da 3000 posti, usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni, oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali, firmato da Gino Castaldo, lo racconta molto bene): un successo incredibile… forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo Fresu nell’olimpo della musica contemporanea.

Oggi, “A Solo” è diventato qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. Adeguatamente teatralizzato, grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca, il progetto – co-prodotto anche da Vittorio Albani, manager di Paolo – è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.

Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano in un irripetibile tutt’uno, la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo, giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista.

Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica, attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in un viaggio all’interno della storia e delle geografie passando dalla polifonia sarda al Viêtnam, dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis, dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.
<meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.8px Verdana}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 11.8px Verdana; color: #333233}</style><p class="p1">A Solo Paolo Fresu: tromba, flicorno, pocket trumpet, cornetta e multieffetti Francesco Carta: luci Fabrizio Dall’Oca: suono Vittorio Albani: basi</p><p class="p2">Prosegue prevendita dei biglietti per il concerto conclusivo di “!50” (l'unico di tutto il tour con ingresso a pagamento), l'atteso “A solo!” di Paolo Fresu in programma al Teatro Lirico di Cagliari domenica 31 luglio. I biglietti si possono acquistare attraverso il circuito Greenticket, a Cagliari da Sarconline (via Sulis, 41; tel. 070684275), Box Office (viale Regina Margherita, 43; tel. 070657428) e Alta Fedeltà (via Grazia Deledda, 27; tel. 070 684083). Un posto in platea costa 30 euro, 22 nella prima loggia e 15 nella seconda.</p><p class="p1">Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che – specialmente in campo jazzistico – si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma, comunque sia, sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico. Quando l’Auditorium di Roma, nel gennaio del 2005, ha proposto a Paolo di essere protagonista di un concerto solistico per tromba, le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” ... e via di questo passo.</p><p class="p1">Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica, con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi, ha poi deciso di accettare l’offerta, mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere, ma addirittura nella sala Santa Cecilia (la principale dell’Auditorium della Musica), ovvero sia la mega-sala da 3000 posti, usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni, oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali, firmato da Gino Castaldo, lo racconta molto bene): un successo incredibile... forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo Fresu nell’olimpo della musica contemporanea.</p><p class="p1">Oggi, “A Solo” è diventato quel qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. Adeguatamente teatralizzato, grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca, il progetto – co-prodotto anche da Vittorio Albani, manager di Paolo – è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano in un irripetibile tutt’uno, la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo, giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista.</p><p class="p1">Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica, attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in un viaggio all’interno della storia e delle geografie passando dalla polifonia sarda al Viêtnam, dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis, dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.</p><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233; min-height: 15.0px}p.p3 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}p.p4 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana}p.p5 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana; min-height: 15.0px}span.s1 {letter-spacing: 0.0px}</style><p class="p1"><span class="s1">A Solo</span></p><p class="p1"><span class="s1">Paolo Fresu: tromba, flicorno, pocket trumpet, cornetta e multieffetti</span></p><p class="p1"><span class="s1">Francesco Carta: luci</span></p><p class="p1"><span class="s1">Fabrizio Dall’Oca: suono</span></p><p class="p1"><span class="s1">Vittorio Albani: basi</span></p><p class="p2"><br /></p><p class="p3">Prosegue prevendita dei biglietti per il concerto conclusivo di “!50” (l'unico di tutto il tour con ingresso a pagamento), l'atteso “A solo!” di Paolo Fresu in programma al Teatro Lirico di Cagliari domenica 31 luglio. I biglietti si possono acquistare attraverso il circuito Greenticket, a Cagliari da Sarconline (via Sulis, 41; tel. 070684275), Box Office (viale Regina Margherita, 43; tel. 070657428) e Alta Fedeltà (via Grazia Deledda, 27; tel. 070 684083). Un posto in platea costa 30 euro, 22 nella prima loggia e 15 nella seconda.</p><p class="p2"><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che – specialmente in campo jazzistico – si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma, comunque sia, sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico. Quando l’Auditorium di Roma, nel gennaio del 2005, ha proposto a Paolo di essere protagonista di un concerto solistico per tromba, le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” … e via di questo passo. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica, con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi, ha poi deciso di accettare l’offerta, mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere, ma addirittura nella sala Santa Cecilia (la principale dell’Auditorium della Musica), ovvero sia la mega-sala da 3000 posti, usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni, oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali, firmato da Gino Castaldo, lo racconta molto bene): un successo incredibile… forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo Fresu nell’olimpo della musica contemporanea. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Oggi, “A Solo” è diventato quel qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. Adeguatamente teatralizzato, grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca, il progetto – co-prodotto anche da Vittorio Albani, manager di Paolo – è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.</span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano in un irripetibile tutt’uno, la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo, giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica, attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in un viaggio all’interno della storia e delle geografie passando dalla polifonia sarda al Viêtnam, dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis, dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.</span></p><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233; min-height: 15.0px}p.p3 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}p.p4 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana}p.p5 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana; min-height: 15.0px}span.s1 {letter-spacing: 0.0px}</style><p class="p1"><span style="color: #41424d; font-family: segoe ui, lucidagrande, lucida grande, dejavu sans, lucida sans unicode, arial, sans-serif; font-size: 14px; ">Paolo Fresu: tromba, flicorno, pocket trumpet, cornetta e multieffetti</span></p><p class="p1"><span class="s1">Francesco Carta: luci</span></p><p class="p1"><span class="s1">Fabrizio Dall’Oca: suono</span></p><p class="p1"><span class="s1">Vittorio Albani: basi</span></p><p class="p2"><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Un “solo” di tromba può essere davvero pericoloso e chi lo produce e propone può facilmente essere additato quale un esagerato cultore del narcisismo. La storia insegna che – specialmente in campo jazzistico – si può davvero parlare della tromba quale strumento principe della musica afro-americana ma, comunque sia, sempre ben inserito in un contesto progettuale che esula dall’esercizio solistico. Quando l’Auditorium di Roma, nel gennaio del 2005, ha proposto a Paolo di essere <span style="font-weight: bold; ">protagonista di un concerto solistico per tromba</span>, le immediate risposte di Paolo sono state del genere: “ma voi siete pazzi! Non si fanno queste cose! Ma mi volete morto?” … e via di questo passo. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Lentamente convinto dalle possibilità offerte anche dall’elettronica, con la tipica “follia” che contraddistingue i creativi, ha poi deciso di accettare l’offerta, mettendosi totalmente in gioco. Salvo poi tornare a dare del matto a chi – vista la scommessa – decise di colpo di proporre il progetto non in una sala studio o qualcosa del genere, ma addirittura <span style="font-weight: bold; ">nella sala Santa Cecilia</span> (la principale dell’Auditorium della Musica), ovvero sia la mega-sala da 3000 posti, usualmente riservata solo ai grandissimi nomi della musica contemporanea e alle produzioni più nobili e solenni, oltre che a quelle più popolari e di grande richiamo. Inutile raccontare come è andata a finire (l’articolo a tutta pagina di Repubblica negli Spettacoli nazionali, firmato da Gino Castaldo, lo racconta molto bene): un successo incredibile, forse quello che ha definitivamente posto il nome di Paolo Fresu nell’olimpo della musica contemporanea. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Oggi, “A Solo” è diventato quel qualcosa di unico che può ben figurare nei progetti di un “grande” della musica moderna. <span style="font-weight: bold; ">Adeguatamente teatralizzato</span>, grazie allo studio di luci ideato da Francesco Carta e corredato dall’uso professionale dell’amplificazione di Fabrizio Dall’Oca, il progetto – co-prodotto anche da Vittorio Albani, manager di Paolo – è diventato una proposta di spettacolo tout court per grandi spazi teatrali che lo fanno vivere e rifulgere.</span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1" style="font-weight: bold; ">Sessanta minuti di rara bellezza</span><span class="s1"> che incorporano in un irripetibile tutt’uno, la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. Raramente uno spettacolo di “son et lumières” colpisce tanto a fondo, giocando sull’intensa capacità introspettiva della ricerca del suono di Paolo e la sua produzione per i sensi primordiali di udito e vista. </span></p><p class="p5"><span class="s1"></span><br /></p><p class="p4"><span class="s1">Il racconto passa attraverso una sorta di piccolo compendio tascabile di storia della musica, attraversandone momenti salienti che trovano ovviamente nel jazz il proprio magma genetico costitutivo. I suoni preregistrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli ‘live’ in <span style="font-weight: bold; ">un viaggio all’interno della storia e delle geografie</span> passando dalla polifonia sarda al Viêtnam, dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis, dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo attraverso l’elettronica esaltando l’emozione e l’intimità.</span></p><p class="p4"><span class="s1"><br /><font color="#333233" face="Verdana"><span style="font-size: 12px;"><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title /><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}</style></span></font></span></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana"><span style="font-weight: bold; ">I biglietti</span> si possono acquistare attraverso il circuito Greenticket, a Cagliari da </font></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana">Sarconline (via Sulis, 41; tel. 070684275)</font></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana">Box Office (viale Regina Margherita, 43; tel. 070657428) </font></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana">Alta Fedeltà (via Grazia Deledda, 27; tel. 070 684083). </font></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana"><br /></font></p><p class="p1"><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title /><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}</style></p><p class="p1"><font color="#333233" face="Verdana">Costo platea 30 euro</font></p><p></p><font color="#333233" face="Verdana"><p class="p1" style="font-size: 12px; "></p><p class="p1">Prima loggia 22 euro</p><meta charset="utf-8" /><meta charset="utf-8" /><p class="p1">Seconda loggia 15 euro</p><p></p></font><p></p><meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /><meta http-equiv="Content-Style-Type" content="text/css" /><title /><meta name="Generator" content="Cocoa HTML Writer" /><meta name="CocoaVersion" content="1038.36" /><style type="text/css">p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana}p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233; min-height: 15.0px}p.p3 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Verdana; color: #333233}p.p4 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana}p.p5 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Verdana; min-height: 15.0px}span.s1 {letter-spacing: 0.0px}</style><p class="p1"></p><p></p>


Mappa non disponibile