Martis in poesia

Gesuino Nemus mattatore a "Martis in poesia"

La performance dello scrittore ogliastrino è stata protagonista della seconda edizione della kermesse organizzata dall’Istituto Camillo Bellieni, ricchissima di eventi a tema, tra arte, filosofia e poesia

Data Articolo: 11/09/2018 09:53:00
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TarasPress

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La seconda edizione di Martis in Poesia ha visto come grande protagonista lo scrittore Gesuino Nemus, un vero mattatore, uno showman capace tenere alta l’attenzione del pubblico fino all’ultimo minuto. La sua performance a Martis è diventata un vero spettacolo. Arrivato in ritardo da Milano a causa di un volo aereo, il pluripremiato scrittore di Ierzu ha disceso tra gli applausi la gradinata sul sagrato della chiesa di Santa Croce.
Qui, al fianco di Michele Pinna e Nello Rubattu, come un fiume in piena ha raccontato aneddoti della sua vita e della sua carriera d’autore, emozionando i presenti soprattutto durante la descrizione della vincita del Campiello, conquistato con l’opera d’esordio “La teologia del cinghiale”. A Martis i suoi libri sono andati letteralmente a ruba, tanto che si è intrattenuto a lungo con i lettori anche dopo il suo l’incontro, rilasciando dediche e autografi e scambiando battute. “Nelle mie presentazioni parlo di tutto fuorché delle mie opere – ha affermato Nemus – non faccio leggere mai pagine scelte dei miei libri. Lascio che siano i lettori ad incuriosirsi”.
Ma la rassegna, organizzata dall’Istituto Camillo Bellieni con il patrocinio del Comune di Martis, ricchissima di eventi e appuntamenti a tema, è stata occasione anche per inaugurare la mostra collettiva d’arte “Kronos” all’interno dei suggestivi ambienti del Museo di Corso Umberto, che al loro interno custodiscono persino una domus de jana. Nelle numerose sale, fino al 30 settembre troveranno spazio le opere di Roberto Puzzu, Giovanna Secchi, Angelino Fiori, Gabriella Corso, Emma Lazzaroli e Marco Ippolito.
Il tema del “tempo” è stato ampiamente delineato da un punto di vista filosofico dagli interventi di Michele Pinna, Daniela Masia Urgu e Antonello Nasone che, nel parafrasare Sant’Agostino, hanno ricordato la difficoltà logica di dare definizione a questo elemento costitutivo dell’esistenza.
Il culmine della serata è stato dedicato alla Poesia, sotto il cielo stellato di Piazza del Comune. Tra le melodie armoniose proposte dalla Scuola Civica di musica “Sonos”, la serata presentata da Eugenio Cossu ha lasciato spazio ai versi in sassarese, logudorese e castellanese, degli autori Antonello Bazzu, Giuseppe Tirotto, Salvatore Pintore, Maria Sale, Tetta Becciu, Mario Marras, Pietro Peigottu e Michele Pinna.

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