Sardegna Pride 2017

Il Sardegna Pride attraverserà le strade e le piazze di Sassari

La manifestazione per le libertà e i diritti di gay, lesbiche, transgender, bisex, queer e chiunque oggi ne sia privo

18/04/2017 12:08:00
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Sarà Sassari ad ospitare, per la prima volta, il Sardegna Pride, la manifestazione per le libertà e i diritti di gay, lesbiche, transgender, bisex, queer e chiunque oggi ne sia privo. La decisione è del coordinamento sardo delle associazioni LGBTQ che, all'unanimità, ha deciso anche la data: il corteo arcobaleno sfilerà per le vie della città Sabato 8 Luglio.

Nelle settimane precedenti altri due appuntamenti di piazza che, in un certo senso, apriranno la manifestazione: il 23 Giugno a Santa Teresa e il 1° Luglio ad Alghero. La scelta della città, oltre che seguire il principio del Pride itinerante, è legata alla celebrazione dei 25 anni di attività del Movimento Omosessuale Sardo che nasce nel Gennaio del 1992 come circolo Arcigay Sassari. “Abbiamo pensato che portare migliaia di persone felici e colorate in piazza fosse il modo migliore per festeggiare un'associazione che è ormai parte integrante della storia della nostra città e di tutta la Sardegna” scrivono dal MOS.

Il percorso del Sardegna Pride inizierà a Maggio per concludersi con la grande parata finale dell'8 Luglio e prevede un fitto calendario di iniziative con dibattiti, seminari, cinema, teatro, mostre collettive e personali, anche di artisti sardi emigrati all'estero, musica e, ovviamente, spettacoli e drag queen show. Il tema portante di quest'anno sarà la visibilità, non solo come conclusione del percorso di auto accettazione e del coming out ma declinata in tutti i suoi aspetti: dalla liberazione dei corpi e delle identità all'omologazione (repressiva) al modello patriarcale.

“Vogliamo che il Sardegna Pride sia una festa collettiva ma anche un momento di analisi e confronto sui meccanismi sociali ed economici alla base dell'omofobia, del razzismo e del sessismo e, più in generale, dell'odio e della violenza” scrivono dal MOS “Per questo facciamo appello a tutta la città, alle associazioni, ai commercianti, alle Istituzioni: solo con la partecipazione di tutte e tutti il Sardegna Pride potrà diventare una grande festa dell'amore, del rispetto e della convivenza per Sassari e tutta la Sardegna”. 
Coinvolgimento che comincia dalle scuole perchè “la sensibilizzazione al rispetto di tutte le diversità e di tutte le persone va ribadito e praticato a scuola fin da piccole/i”. Per questo il MOS lancia il concorso “PARTECIPA AL SARDEGNA PRIDE SASSARI 2017, DIRITTI-AMORE-RISPETTO” rivolto alle e agli studenti delle scuole medie e superiori e dell'Accademia di Belle Arti che culminerà con la premiazione dei lavori vincitori a Maggio e una mostra di tutti quelli presentati a Giugno.

Il Sardegna Pride nasce nel 2013 dall'incontro delle diverse realtà LGBTQ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e Queer) operanti in Sardegna, tra cui il MOS, l'ARC, Ass. Famiglie Arcobaleno, Pandela Transgender, CGIL Nuovi Diritti, Colletivu S'ata areste, a cui poi si sono aggiunte Unica LGBT, Agedo e Sardinia Queer.

Il Pride è una manifestazione politica e insieme una festa che ricorda la prima rivolta di gay, lesbiche e trans ai continui soprusi della polizia, avvenuta il 28 Giugno del 1969 al bar Stonewall di New York, data che segna anche la nascita del movimento di liberazione omosessuale americano e, due anni dopo, di quello italiano. In Sardegna le prime manifestazioni pubbliche, in forma di corteo, sono avvenute a Cagliari e Sassari per la prima volta nel 2009, rispettivamente il 17 e il 30 Maggio. Da allora ogni anno nelle due principali città dell'isola vengono organizzate manifestazioni contro omofobia, razzismo e sessismo che vedono la partecipazione di molte associazioni, gruppi, partiti e, sopratutto, singole e singoli cittadini stanchi dell'omofobia e di tutte le altre forme di discriminazione.

Il Sardegna Pride nasce con l'intento di dare una risposta unitaria all'omofobia, alla discriminazione ed alla violenza e proporre un percorso chiaro per il riconoscimento della piena cittadinanza delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender e di chiunque oggi ne sia privo.

Uno dei presupposti del nascente coordinamento fu di indire un Pride itinerante che, ogni anno, venisse organizzato in un diverso comune della Sardegna affinché la sua spinta liberatoria e la sua idea di incontro e contaminazione fra identità e vissuti diversi diventasse realmente patrimonio collettivo di tutto il popolo sardo.




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