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 Giovani ed emigrati

Giovani lontani da casa: Vernal e la sua "Lettera a papà"

Essere lontani dalla propria terra, dalla propria famiglia è, forse, la nostalgia per eccellenza. Un mix di sentimenti che Vernal, giovane ragazza libanese arrivata in Sardegna per il suo dottorato di ricerca, ha messo sotto forma di lettera a suo padre

20/03/2017 10:08:00
Vernal Makdissi
Reporter Gold
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Nostalgia, malinconia e amarezza sono alcuni dei sintomi di cui si soffre quando si è lontani dalla propria casa.

Ma papà, sai che esiste anche il mal di paese invertito?

Invertito?

Sì, perché in questo caso non è il paese d’origine che mi manca, bensì il paese visitato.

Ricordi? Il primo posto di cui mi sono follemente innamorata era Roma, all’età di 24 anni, e da allora ho giurato che sarei tornata in Italia per un periodo più lungo.

Tre anni dopo, mi ritrovavo all’aeroporto di Olbia per un’esperienza del tutto diversa: iniziare il mio dottorato di ricerca.

Papà, ti scrivo non solo come tua figlia, ma come una delle tante figlie che conoscono tutti i preziosi e unici segreti degli insegnamenti che solo i padri possono dare. Tu lo sai bene che dovunque io vada parlo di te, ma credo che sia giunto il momento che io metta per iscritto l’amore autentico e straordinario che solo tu potevi - puoi - darmi.

Ti scrivo per dirti che mi manchi da morire, (anzi da vivere!), ma sto bene, papà. La Sardegna, con la sua generosità, è splendida. In questo mi ricorda tanto la nostra terra, il Libano, sai condividiamo innumerevoli valori, idee e tradizioni.

Papà, ricordo tutto.

Ricordo le centinaia di fotografie che mi scattavi, giorno e notte, e che hai preservato nella biblioteca di casa, le circostanze e le situazioni, tristi e gioiose, di ciascuna di esse.

Ricordo le storie che raccontavi per ore, a me e mio fratellino, seduti entrambi sulle tue ginocchia, per distrarci dal rumore delle bombe, in quelle notti buie che sembravano eterne.

Ricordo come correvo al telefono dalla vicina ogni volta che chiamavi dal Kuwait per assicurarti che stavamo andando bene a scuola e che la mamma non fosse triste.

Ricordo i gustosissimi lupini che mangiavamo in macchina, tutti i giorni per due anni, mentre aspettavamo l’uscita di mio fratello da scuola.

Ricordo quando, piangendo dopo essere arrivata seconda al concorso di cultura provinciale, hai aggiunto due gran biglietti di soldi alla bustina del premio per avere lo stesso importo che aveva avuto la prima e, quando ti ho chiesto come mai non me ne fossi accorta, mi avevi risposto: "Erano incollati non lo sai?" Ma io lo sapevo papà che eri stato tu!

Ricordo la gran vergogna che ho provato quando mi hai dato uno schiaffo forte alla mano davanti alla nostra parente per aver mangiucchiato le unghie, ma ricordo anche che sono passati quasi 20 anni dall’ultima volta che l’ho fatto.

Ricordo i miei pianti quando hai deciso di partire ad Erbil per poter pagare le altissime tasse universitarie di Ingegneria di mio fratello, che oggi e grazie a Dio, ce l’ha fatta!

Ricordo le prese in giro e le risate mentre mi facevi scuola guida e io scambiavo il freno con l’acceleratore.

Ricordo come mi sono aggrappata alle tue gambe, seduta per terra, appena tornato da un viaggio di due anni in Qatar, come se volessi impedirti qualsiasi eventuale spostamento dentro e fuori di casa.

Ricordo la musica che, in mezzo ad un traffico interminabile, ascoltavamo in macchina mentre mi accompagnavi alle lezioni di spagnolo e le nuove parole e frasi che volevi sentirmi dire dopo ogni lezione.

Papà, so che l’ultima volta che dovevo tornare in Sardegna dopo le vacanze, non hai voluto accompagnarmi all’aeroporto, non perché avevi da fare come hai detto, io lo so perché, papà!

So anche che dopo ogni risata gioiosa e divertita al telefono c’è un crepacuore, lo sento te lo giuro papà, non fare finta di niente!

Papà, sei stato il primo uomo che abbia amato. Mi hai insegnato cosa sia l’amore e cosa non lo sia. Mi hai insegnato che l’amore è essere forte e umile. E un giorno, presto - forse - so che, quando mi accompagnerai all’altare e mi consegnerai ad un altro uomo, gli dirai qualcosa, un pensiero, una raccomandazione, io so cosa sarà, papà. Tu sappi però, che, lasciando andare il tuo braccio, il mio cuore rimarrà per sempre modellato a forma dell’amore che mi hai mostrato.

Mamma, non devo dirti quanto sia immenso il mio amore per te, ma oggi è il suo giorno, buona festa del padre, papà!

Per sempre,

La Tua Bambina.