Lo storico campo da gioco della borgata versa in una situazione indecorosa

La lenta decadenza del "San Marco" di Fertilia

L'amministrazione comunale di Alghero ha da poco assicurato che l'intera area sportiva sarà recuperata con uno stanziamento di ventisettemila euro

15/03/2017 15:44:00
Recinzioni rugginose, panchine divelte, le piccole tribune invase da piante infestanti. Il rettangolo di gioco, ormai irriconoscibile, sepolto da erbacce e anni di incuria, ha più l'aspetto del sottobosco di una foresta tropicale: le porte alle due estremità si fronteggiano, con le reti ancora appese, testimoni dei fasti che furono e di luminose giornate di sport.
Ogni accesso ormai è sprangato al "San Marco" di Fertilia, ma è facile entrare in questo relitto del calcio locale, c'è un varco dalla parte della pineta, vicino al muro di cinta dell'oratorio della chiesa.
Nessuna traccia di presenza umana nemmeno nello storico bar affianco al circolo bocciofilo, pare che la copertura della pista sia pericolante. Abbandonato sembra anche il campetto in sintetico del calcio a 5, qui non ci sono più neanche le porte. L'ingresso degli spogliatoi sul lato di via Zara è chiuso, il portone azzurro-cielo fa a pugni con la muratura a vista della struttura, con il suo intonaco scrostato.
Non è difficile immaginare quanti bambini e ragazzi abbiano varcato quella soglia per andare a giocare il gioco più bello del mondo, nel corso di quasi 40 anni di storia. Infiniti ricordi, grida e corse a perdifiato su quel campo di terra bianca, momenti di festa, la gente sulle tribune. Pallidi ricordi all'ombra del campanile giuliano. La nostalgia di generazioni e generazioni di giovani leve.
La Società Sportiva Fertilia nacque nel 1976, fu fucina di innumerevoli ottimi giocatori e negli anni d'oro della serie D contese all'Alghero la supremazia calcistica nella Riviera del Corallo. Erano gli anni Ottanta, gli anni degli accesi derby contro i rivali giallorossi giocati al Mariotti, più adatto nella capienza a contenere il numeroso pubblico, e degli scontri con squadre blasonate come Olbia, Nuorese, Ilvarsenal, Tempio, Sorso.
Poi vennero decadi meno fortunate e lunghi anni di dimenticatoio: il Fertilia sprofondò verso la Seconda Categoria e tornò a giocare nella sua borgata, nei profondi silenzi di pomeriggi domenicali, in cui le uniche grida provenivano dai ventidue in campo. Un campo inusuale perché delimitato sul lato nord da una fitta pineta, che divorava molti palloni, e con essi i giocatori che vi si addentravano per recuperarli.
Il "San Marco", piccolo ma dignitoso campo di provincia, ammirava stolido i personaggi che lo calcavano e resisteva negli anni, accogliendo innumerevoli giovani calciatori e sonnacchiosi tifosi. A metà anni 2000, con la presidenza della famiglia Ferroni, la squadra risalì la china e nel 2006-2007 si apprestava ad iniziare il campionato di Promozione con una rosa composta da giocatori di prim'ordine come Franco Frau, Luca Carboni, Cristian Sias, Emanuele Riu e gli algheresi doc Alessandro Piras, Massimo Simula ed Elenio Enna. Combattutissimi furono tutti gli incontri disputati dalla formazione di Roberto Sanna, e memorabile in particolare il match contro i pericolosi avversari dell'Ittiri: con le tribune gremite all'inverosimile, il campo reso un pantano dalla pioggia e i supporter ospiti costretti a seguire la partita in piedi al limitare della già citata pineta, i gialloblu ebbero la meglio per 2 a 1.
Nonostante la sconfitta nello spareggio di Macomer contro il Terralba, il Fertilia a fine stagione vinse i play-off regionali e volò in Eccellenza, dove rimase con grande onore per i successivi otto anni. Poi la doppia retrocessione e la mancata iscrizione al campionato di Prima Categoria l'estate scorsa hanno portato ad una fine inesorabile e inaspettata: il fallimento della società e la scomparsa dal firmamento del calcio isolano, con la conseguente dispersione di uno dei migliori vivai del nord Sardegna.
Ma tutte queste vicissitudini il "San Marco" le ha vissute da lontano e solo di riflesso. Già da parecchi anni la struttura era stata abbandonata, il Fertilia disputava le sue partite a Santa Maria La Palma o ad Alghero e nella sua "casa" non si allenava neppure più.
Qualcosa però pare si muova all'orizzonte: il comune ha stanziato ventisettemila euro per il completo recupero del campo da gioco, la ristrutturazione degli spogliatoi e il rifacimento delle strutture adiacenti, in un progetto di più ampio respiro che mira a riqualificare in chiave turistica l'intera borgata.
Una decisione tanto attesa dai membri del Comitato di quartiere, da tutta la popolazione e dalle società sportive della città, che tanto faticano per trovare spazi adeguati in cui praticare la propria attività.
Il "San Marco" per ora sta sempre lì, attende impassibile un sospirato restyling; forse prega in cuor suo che non sia l'ennesima boutade della politica. Chissà cosa pensa: magari di tornare a splendere, a respirare, a sentire di nuovo grida di gioia e risa di bambino.