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 Speranze nel Supramonte

Supramonte the new year

Il racconto della prima escursione del 2014 di Matteo Marteddu

04/01/2014 15:31:00
matteo marteddu
Reporter Gold
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La sacralità del 2 gennaio. Non solo perché segna un nuovo inizio. Lo marchiamo nei silenzi del Supramonte orgolese. Anche questo avvio 2014, freddo, nella mattinata di Funtana Bona. Compagnia con Seb, Talo, Francesco, Massimo, Pietro.
Le brume del mattino avvolgono ancora il bosco di lecci che sfilano dondolanti verso Monte Novo.
Piani ambiziosi, in salita. Pista bianca solcata da qualche fuoristrada, ma prevale il silenzio, assoluto in questi luoghi.

Svolta a sinistra, Nuragheddu, testimonianza di presenze antiche; la sua storia siintreccia con storie, tante, di pastori mastruccati, di generosità e bardane, di ferro e fuoco, di lealtà e tradimenti.
Le grosse pietre sono li, da secoli, a sfidare il tempo. La grande vallata, a sinistra la ,rocca di Monte Fumai, arsa dalle intemperie e sulla destra i contrafforti boscosi di Mandr'e Caia. Dal nome luogo di greggi e riproduzioni, agnelli, come suggerisce il nome, saccaia; non sementosa, semel tonsa, che indicava invece la pecora già svezzata, che aveva prodotto ed era stata tosata almeno una volta. Tutto spesso in questa nostra lingua così ristretta si racchiude in immagini sobrie.
Percorriamo la pista, verso il passo di Janna 'e ventu e si sente che Eolo qualche sosta, in qualche strano passaggio fiabesco qui l'ha fatto. Giù verso il fiume, Flumineddu.
Attraversa la valle che degrada dal Correboi, dopo la roccia da cui sorge, i suoi giochi di inabissamento e improvvisa riapparizione. Qui ormai e' davvero fiume. Scorre alimentato dalle piogge che altrove sono state disastro. Qui no, solo suggestioni di paesaggi unici. Gli camminiamo a fianco sino alla spianata di Isteone. Una vasta recinzione di pietra sarda, minuta, indica il luogo forse di quegli scambi mercantili, tra Barbagia e Ogliastra che dai nuragici hanno animato questa parte nascosta di Sardegna.
Il fiume tira dritto nel suo percorso che lo porterà sotto Fennau, verso Giunturas, Gorroppu, il mare. Insenature, tornanti, forre, leggende accompagnano il suo cammino. Noi risaliamo la valle di Macheddu, Maheddu per gli orgolesi, sconvolta e stravolta in questo inverno delle bombe d'acqua. Sin su, sulla sinistra, agli ovili, sotto Fumai. Il torrione di Monte Novo, dagli oltre 1400, vigila sul nostro incedere. I lecci secolari ascoltano le nostre chiacchiere: e ce n'è! Politica, food, mondo femminile, preoccupazioni e ambizioni, delusioni e speranze, nel verde di boschi senza tempo, ai piedi della Storia di questa Barbagia vera, nel cuore del Supramonte. Bye,bye 2013; welcome 2014.


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