Rocce Tour Orotelli

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ROCCE TOUR…… Orotelli di Matteo MartedduRipercorrere il rocce tour. Ovest di Orotelli, il granaio verso la piana del tirso. Compagnia straordinaria di architetti che hanno modellato i graniti. Hanno chiesto a Michelangelo: “ come hai fatto a realizzare opere così, La Pietà, Il Mosè Lo Schiavo Morente…?”, “Ho tolto il superfluo al marmo” rispose. Beh, qui un ignoto ha tolto il superfluo alla pietra. Con Efisio e Tony dae Sas Tancas Mannas. Da quella pietra quasi messa lì per caso, accarezzata dalle capre, tracciata da una scrittura fantastica, nuragica? Chissà.
Ci fermiamo in silenzio. Sentieri antichi e la natura aspra si riprende i suoi spazi. Resti ultimi di querce secolari. Pinnet’e preda. Simbolo di occupazione. Si erge solitario e testimonia la presenza ti squadroni di tagliatori di foreste, venuti da lontano. Si ripopolano le campagne, greggi e pastori. Il volto del rapace a far da guardia tra Barbagia e Costera. Risaliamo dalla vallata di Locùla; sulla sinistra il volto triste e piegato della “madre dell’ucciso”. Sulla destra, turgido, il fallo di granito fende lo spazio, minaccioso. Ancora vallate, nascondono nel loro grembo i semi di intere generazioni di laore, quando questa era la stagione del dissodamento e della semina. Burbaris, finestra su Oddini. Rocce levigate da mani sapienti, tracce evidenti di lavorazione. Si seguiva il filo del granito, si inserivano chiodi di legno, con l’acqua si gonfiavano , la pietra si spaccava, creando blocchi regolari. Sono lì testimoni di bravi artigiani. A presidiare l’area quelli del villaggio Sa Rusta, malvagi e violenti, ancora nell’immaginario popolare. Più recente la chiesa di San Michele. Vento, piogge, stagioni, tempo, la stanno sgretolando, lentamente, inesorabilmente. Guta cavat lapidem. La valle del Tirso, da qui, si apprezza nella sua grandezza, con le chiese e la sua centralità in Sardegna. Raggiungiamo quello che rimane l’obiettivo del tour: il fungo. La parola si fa silenzio e ammirazione. La mano dell’artista ha davvero tolto il superfluo alla roccia. Risalita sull’altipiano, Ena Longa, Cucculichima e il nuraghe, Su Ferularzu. Se vuoi tornare al paese, Pedeadde, ti da il Pass Su Thurpu; mantello d’orbace, in filigrana di granito, immortale. Le certezze di un popolo. Sett13 Matteo Marteddu