Grande successo per Roberto Saviano a Sassari

Una serata piena di significati e di connessioni tra le persone, i luoghi, la storia, il cuore di un popolo, quello sardo e uno scrittore Roberto Saviano ospite in città per presentare il suo ultimo libro: Zero Zero Zero

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Ci sono persone che con le loro parole riescono a superare ogni confine, alcuni con i fatti, pochissimi con entrambi.

Stasera a Sassari si è svolta una serata piena di significati e di connessioni tra le persone, i luoghi, la storia, il cuore di un popolo, quello sardo e uno scrittore Roberto Saviano ospite in città per presentare il suo ultimo libro: Zero Zero Zero.

Non ci si stancherebbe mai di ascoltare Saviano, ogni sua apparizione è un bagno di folla. Tutto normale, finchè si parla di un personaggio pubblico, un po' meno se si tratta di uno scrittore le cui storie scavano nei tratti più neri della cronaca degli ultimi decenni.

Mi chiedo spesso cosa spinge le persone a rimanere incantati nei suoi racconti, nel suo scavare nel lato più oscuro dove nessuno vorrebbe mai vedere. Forse la sua storia di giovane ragazzo, che a causa di una strana propensione per la verità un giorno mette il naso dove non deve, scopre realtà scottanti, le rivela in un libro e senza neanche accorgersene si ritrova sotto scorta a vita. Non tutti sanno cosa vuol dire essere sotto scorta o meglio non lo immaginano neanche, come è giusto che sia, per chi non ha mai dovuto fare i conti con l'obbligo di dover programmare la propria esistenza in ogni minimo spostamento, non poter avere appuntamenti fissi, non poter frequentare chi si vuole o semplicemente non poter godere di una passeggiata in solitudine.

Non sono cose grandi, ma è tutto quello che ci rende vivi.

Per questo quando mi chiedo cosa spinge le persone a voler così bene a questo ragazzo, la risposta è immediata: un grande senso di riconoscenza.

Stasera la piazza dedicata alla dottoressa Moretti, nota in città per un triste fatto di femminicidio, era gremita di gente, c'erano persone da tutta la Sardegna, c'era il coro di Neoneli che ha voluto omaggiare Roberto con due canti della tradizione legati al Banditismo, c'era una grande voglia di legalità e giustizia.

Nonostante il sole cocente si respirava un'aria leggera, un senso di libertà che personalmente trovo sempre più raro.

Roberto ha parlato tutto il tempo senza nessuna interruzione, nessun moderatore, un lungo monologo che ha spaziato da "Gomorra" fino al suo nuovo libro che indaga tra le pieghe del narcotraffico.

Il messaggio di fondo è che la legalità è un virus contagioso, che colpisce le masse, mentre, i pochi che ne restano immuni, tentano con tutte le loro forze di insabbiare, minimizzare, insinuare nelle persone che vivere onestamente sia inutile. Si può fare l'abitudine anche alla peggiore realtà, si può smettere di vedere anche i fatti più aberranti ma è importante che ci siano persone che hanno ancora il coraggio di denunciare quello che accade e condividerlo con gli altri, proprio come è successo stasera.

La speranza è conoscenza, rispetto, amore, odio per l'ingiustizia e la convinzione che tutto può cambiare.

Quindi se è vero che le parole e i fatti possono cambiare la storia e se è vero che ognuno di noi è la storia, ecco, allora stasera, forse, qualcosa è cambiato.