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 Stagione teatrale CEDAC 2013

Cercasi tenore con Gianfranco Jannuzzo. Ultime due repliche per la fortunata tournée

Una commedia esilarante del contemporaneo americano Ken Ludwing

19/04/2013 22:36:00
Mariangela Gallina
Reporter Gold
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Equivoci, gag esilaranti, doppi sensi maliziosi, fraintendimenti e scambi di persona nella commedia "Cercasi Tenore" interpretata da Gianfranco Jannuzzo, affiancato da un cast d'eccezione composto da Federico Pacifici, Simona Celi, Claudia Coli, Tiziana Bagatella, Fabrizio Apolloni, Stefania Papirio, Rodolfo Medina e scritta dal contemporaneo americano Ken Ludwing.

Cercasi Tenore, giunto con le date in Sardegna alle ultime due repliche, è reduce da una tournée di successi sold out fin dai primi mesi e campione d’incassi al Teatro Manzoni di Milano.

Un testo accattivante, scelto dal regista Zanetti per la sua capacità di "fare ridere già dalla lettura del copione" e quindi perfettamente calzante per il protagonista Jannuzzo.

La freschezza del testo e la sua comicità hanno infatti determinato il grande successo di pubblico, nonostante il grande revival dei classici del teatro che caratterizzano le stagioni di questi ultimi anni.

Una commedia degli equivoci e degli scambi di persona in cui il protagonista Max, interpretato da Jannuzzo, aspirante cantante lirico, si ritrova suo malgrado a dover assecondare i piani bizzarri dello spregiudicato direttore di scena.

Tutto si svolge nella suite di un hotel, realizzata con accuratezza dei dettagli, in particolare nel gioco di trasparenze dato dalla parete in vetro tra il salotto in primo piano e la stanza da letto sul retro della scenografia. Poetico il riferimento alle atmosfere dei quadri dell'americano Hopper con la finestra da cui trapassa un fascio di luce e a cui spesso guardano i personaggi e la stanza da letto, altra finestra dentro cui il pubblico è portato a scrutare.

Gli ambienti contigui creati dalla scenografia creano un gioco di inseguimenti in cui i personaggi entrando e uscendo dai diversi spazi, in un continuo sbattere di porte, scandiscono il ritmo serrato degli equivoci e dei fraintendimenti. Bellissimi i costumi, originali degli anni trenta e l'utilizzo delle luci che determinano il trascorrere del tempo e mettono in risalto i diversi ambienti sulla scena seguendo il ritmo della narrazione.

Un bravissimo Jannuzzo, capace di regalare più volti ad un unico personaggio e divertentissimo nel recitare per quasi tutto lo spettacolo in uno spagnolo assolutamente inventato a cui si mischiano, qua e là, preziose chicche, nel dialetto locale dei teatri toccati dalla tournée.

Un mix perfetto di commedia e raffinata leggerezza per una bella produzione italiana di grande qualità, partendo dall'interpretazione del cast a ogni dettaglio scenico e che non ha nulla da invidiare alla precedente americana che per più di due anni ha calcato i palcoscenici di Broadway.