Su Re: dalla poltroncina del Cinema.

"Su Re" il nuovo film di Giovanni Columbu

Su Re di Giovanni Columbu innesta un intero popolo nel tronco di una grande Storia.

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Nella sala e dal mega schermo sembra che quei volti rudi, rigati dalla vita, vengano addosso con il loro carico di rabbia infelice.

Sono andato a vedere il film di Giovanni Columbu. Su Re.

La trama è un flash back di una tragicità che punta al cuore.
Il Cristo delle pietraie della Barbagia interna.
Il suo viso, la barba nerissima, gli occhi sgranati di fronte al sacrificio estremo, hanno molto di Sardegna.

E’ d'altronde l’obiettivo dell’autore che si richiama a canoni medievali, quando la Passione, dai registi della spettacolarità teatrale di allora, veniva calata nelle miserie e nel limite del tempo presente.

Qui i visi degli attori e delle comparse, quei corpi rinchiusi dentro il nero dell’orbace, sono figli e si mescolano con i ciottoli di calcaree di Scala e Pradu del Corrasi e di punta Sos Nidos.

Il contrasto tra la lucentezza di quel bianco unico, sotto Cusidore nel costone di discesa verso Sovana , e il rosso del sangue del Cristo è straordinario.
Un Cristo che incrocia nelle sue ultime ore, le varianti più interne della lingua sarda: da Orgosolo, Oliena, Campidano, sino al colpo di glottide della Barbagia interna, Ollolai, Gavoli Ovodda.

Un concerto di suoni, eco lontana di tragedie ancestrali, che offrono l’idea plastica della partecipazione di un intero popolo alla condanna e alla uccisione del Gesù.

Facce sfinite, lacrime su guance avvolte di nero, di donne comuni, dei villaggi sardi, simbolo scolpito su pietra e sulla Storia, di madre dell’ucciso. Così compare Maria, nella sua sobria, disperata tristezza.
Anche i drammi personali, Giuda e il tradimento, Pietro e il tre volte “ non lo conosco”, hanno il volto aspro dei tormenti di uomini di Sardegna.I paesaggi sono parte integrante della tragedia. Location di fortissima intensità; il cielo plumbeo, sovraccarico di pioggia laggiù sul Supramonte; tramonti di un rosso accecante. Alla serenità del volto di D’Arimatea il messaggio finale di pace e riconciliazione.
Attraversa i secoli. Su Re di Giovanni Columbu innesta un intero popolo nel tronco di una grande Storia.