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 Le Creste e il Parco delle Storie

Le creste di Urzulei, porta dell'Ogliastra

"Sa Pruna sino a Monte Novo è una distesa incontaminata, regno di silenzi e solitudini, Parco della storia e delle Storie della Barbagia".

21/03/2013 15:24:00
matteo marteddu
Reporter Gold
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Tutti le conosciamo come “ Le creste di Urzulei”.

Chi percorre la 125, Orientale sarda, se le trova sulla destra, maestose, immense. Quasi a completare l’orizzonte di una bellezza unica tra Oddoene e la porta di Gorroppu.

La numerosa e vociante comitiva CAI, lascia Piazza Veneto a Nuoro di buon mattino. Tanta gente attratta dalla suggestione di una mèta classica nell’escursionismo del centro Sardegna.


Mattina di fine inverno ma di primavera ancora lontana. Sulla destra, dopo Dorgali, le cime a noi care: Cusidore, Sos Nidos, Corrasi.

Poi la vallata di Oddoene, simbolo di lavoro e di buone produzioni, con Monte Tundu e Punta Cucuttos che aspettano il primo sole. Appuntamento alla cantoniera di Genna Silana.

Siamo proprio tanti per la traversata di “Costa e Monte”, nome autentico e autarchico delle Creste.

Da Genna Silana a Genna e Rugge. Le due porte verso l’Ogliastra. Il baretto degli escursionisti è tristemente chiuso.

Dopo le consuete “raccomandazioni” del Presidente Gian Carlo Paba, la salita è subito dura.
Dislivello di 200 metri affrontato senza tornanti, si sa che toglie il fiato.
Su oltre i 1200, il vento è gelido, il maestrale la fa da padrone, ma lo sguardo è tramortito dallo spettacolo del Supramonte.
Da Punta Solitta, Sa Pruna sino a Monte Novo è una distesa incontaminata, regno di silenzi e solitudini, Parco della storia e delle Storie della Barbagia.

Difficile trovare similitudini in Europa. Un puntino bianco fende il verde intenso di ginepri e querce: Nuraghe Mereu; i raggi del sole colpiscono e si riflettono sulla pietra calcarea con cui i popoli di qui luoghi l’hanno costruito.

E tutto confluisce verso la strettoia di Gorroppu, lentamente, dopo Sa Giuntura che congiunge tre fiumi, quasi per scomparire, per proteggere la bellezza senza le rughe del tempo.

Uno sguardo a Ovest, per non perdere quelli orizzonti incantati, e uno sguardo di grande attenzione al sentiero sconnesso. Su Nercone, cima più alta, Punta Aunei, Scala Dorghive, Scala Ortorani. Toponimi di una lingua viva.

La sosta pranzo è vivace; ci porta le gocce di una pioggerellina che alleggerisce le nostre fatiche nella discesa verso Genna e Rugge.



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