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 Essere donne e fiere di esserlo tra gioie e dolori

PoesiaDonna2013: ritratti di donna in poesia

Lo spettacolo, alla sua tredicesima edizione, ha reso omaggio alle donne con le pagine più belle scritte sul mondo femminile

12/03/2013 04:29:00
Mariangela Gallina
Reporter Gold
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Anche quest'anno è giunta inesorabile la giornata dedicata alle donne, con il suo carico di significati e rivendicazioni legate al mondo femminile.

Non amo particolarmente questa festa, anche se chi vi scrive è donna e fiera di esserlo tra gioie e dolori.
Quotando uno slogan che è molto presente in rete in questi ultimi giorni "Io l'8 tutti i giorni!", dovrebbe ricordarci che al di là delle banalità legate al consumismo, alla lotta di genere e campanilismi vari l'essere donna è soprattutto ammettere che la nostra particolarità e diversità rispetto agli uomini non è una debolezza, ma al contrario, la nostra forza.


Essere donne tutti i giorni, in un mondo maschile, vuol dire lottare per i propri diritti ma senza mai dimenticare che siamo mamme, compagne, amiche, leader, siamo quello che ci va di essere ma siamo noi stesse nel bene e nel male.

Una caustica risposta a chi ci vorrebbe sempre diverse da quello che siamo, sempre qualcosa di più o magari, un po' meno e che il mondo per una volta, sia alla nostra altezza e non l'incontrario.

E' questo quello che ho pensato al termine della serata "PoesiaDonna2013" organizzata e presentata con gran classe da Cristina Ricci in collaborazione con ACIT (Associazione Culturale Italo Tedesca) sullo sfondo della Basilica di San Simplicio, uno dei luoghi più antichi e mistici della città di Olbia.

Lo spettacolo giunto quest'anno alla sua tredicesima edizione ha reso omaggio alla donna nel giorno dell'8 marzo con le pagine più belle scritte sul mondo femminile.

Artisti locali hanno raccontato il significato dell'essere donna oggi nella società moderna, prestando la loro voce a letture che esplorano l'universo delle donne sottolineando la particolarità che è in ognuna di loro.

Dalla riflessione profonda della cooperante Rossella Urru recentemente restituita alla sua terra dopo un lunghissimo sequestro, alla toccante lettura tratta da Vittorio Sereni, alla donna oppressa dai vincoli sociali della Estés in "Donne che corrono coi lupi", al pungente ritratto di donna di Wislawa Szymborska e tanto altro ancora.

A fare da cornice e accompagnare il recital le sonorità ancestrali di Sandro Fresi che attraverso l'utilizzo di strumenti antichissimi come la "ghironda" ha prodotto suggestioni di una Sardegna antica mai dimenticata, la giovane cantante Anna Fresi che ha eseguito l'Ave Maria di De Andrè e la cantautrice olbiese Marianna Degortes.

Ma i veri protagonisti della serata sono stati le voci e i visi di Tino Scucugia, il poeta Antonio Rossi con la moglie Maria Alba, Ruxandra Rossi, la stilista Pasqualina Biancu, Anna Maria Fara, Antonella Budroni e Matteu Pisu che hanno recitato con grande emozione i ritratti e le parole di donna.


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