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 Opera dell'irlandese pluripremiato Martin McDonagh

Claudio Santamaria e Filippo Nigro in "Occidente Solitario"

La storia di due fratelli tra tragedia e umorismo

20/02/2013 01:09:00
Mariangela Gallina
Reporter Gold
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Claudio Santamaria e Filippo Nigro nell'ambito del XXXIII Circuito Teatrale Regionale Sardo sono protagonisti di "Occidente Solitario" opera dell'irlandese contemporaneo pluripremiato Martin McDonagh e terzo e ultimo atto della trilogia "The Leenane".

Occidente solitario è un testo duro, dove la violenza delle parole si materializza nello specchio di una società che non ha né luogo né tempo.


E' la storia dell'eterno conflitto tra due fratelli irlandesi in una tragedia dai tratti comici, caratterizzata da un umorismo tutto irlandese che si scaglia contro l'ipocrisia della religione cristiana e il paradosso del perdono del peccato.

Santamaria e Nigro interpretano i due fratelli Coleman e Valen e il loro mondo è la piccola casa in cui vivono, un microcosmo in cui si scatena il dramma della solitudine e dell'odio tra i due. Coleman assassino del suo stesso padre e Valen ossessionato dalla smania di possedere denaro e oggetti materiali danno vita a un dramma familiare che degenera in una spirale di rancore.

Violenza e insoddisfazione si alternano a dialoghi serrati e momenti di grande ironia che si esaspera nel grottesco dei due personaggi. A contrastare la negatività dei due fratelli è Padre Welsh (Massimo De Santis) che in continua crisi mistica non riesce a perdonarsi per non riuscire a salvare nessuna anima della sua piccola città e tantomeno quella dei due fratelli.

I tre personaggi danno vita alle scene più esilaranti e tragiche al tempo stesso della pièce, i tempi comici sono perfettamente funzionanti e rodati da due anni di tournée e quasi cento repliche.

Sullo sfondo la grande protagonista ovvero un' imperante morale cristiana, perno della cultura irlandese ed esasperata visivamente sulla scena nella collezione di Madonnine in ceramica del compulsivo Valen e nei continui sensi di colpa del parroco.

Anche dopo un omicidio è possibile ottenere il perdono di Dio ma non dopo un suicidio, ironia nera della sorte.
Tutto sulla terra può essere perdonato dal Signore e quindi è meglio chiedere perdono finché si è in tempo, ma riusciranno i due fratelli in questo modo a uscire dalla spirale di odio in cui sono precipitati o sarà solo un altro modo per andare ancora più a fondo nella disperata insoddisfazione della loro esistenza?


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