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 Il 12 febbraio i blogger di Sardinia Diary sono stati a Bosa per festeggiare il martedi grasso.

A Bosa con Sardinia Diary per Su Carrasegare Osincu 2013

Ho partecipato al carnevale più irriverente della Sardegna ma non vi racconterò come si svolge perchè preferisco dirvi cosa è stato per me.

19/02/2013 00:19:00
Alessandra Polo
Reporter Gold
121 Eventi pubblicati 65 Notizie pubblicate
Adoro questo lavoro perchè mi fa scoprire nuovi luoghi, antichi riti e misteri di una terra bellissima e ricca di tradizioni. Lo amo ancora di più perchè mi sta dando l'opportunità di conoscere tante persone e condividere con loro momenti indimenticabili come quello trascorso il 12 febbraio nella deliziosa Bosa in occasione del martedi grasso.

Non vi dirò come si svolge questa speciale manifestazione perchè preferisco raccontarvi cosa è stato per me, cosa mi ha colpito di più durante questa bella e lunga giornata.
Trovate invece informazioni dettagliate sul sito della Provincia di Oristano, sul sito ufficiale della manifestazione oppure potete leggere il reportage del mio compagno di viaggio Claudio Simbula sul sito di Sardinia Diary.



Date anche uno sguardo al racconto fotografico sulla pagina facebook di
Marenostrum o a quello su Instagramers Sardegna dove potrete ammirare gli scatti realizzati dagli igers sardi anche in occasione della Sartiglia.

Ma veniamo al racconto...
Nel precedente post in cui anticipavo i carnevali che avremo seguito per conto della Provincia di Oristano nell'ambito del progetto Sardinia Diary, accennavo al fatto che i video che si trovano in rete, solo in parte rendono l'idea di cosa sia il carnevale bosano. Lo posso confermare oggi, dopo aver partecipato per la prima volta a uno degli eventi più folli, divertenti e corali della Sardegna. A rendere speciale questa manifestazione sono gli stessi bosani, che ti accolgono e coinvolgono con un entusiasmo unico. Si coglie in ogni loro espressione l'amore per questo evento in particolare. Mi hanno detto che se vivi fuori, puoi anche non tornare per le feste comandate, ma Su Carrasegare Osincu non lo perderesti per niente al mondo.

E così anche 'il forestiero' non può non prender parte alla loro incontenibile e irruente gioia. Come è capitato a me e Claudio ma anche a David, o Gavino come qualcuno lo aveva simpaticamente ribattezzato, che da un anno gira il mondo in bicicletta e, arrivato nella calda Sardegna, si è unito alla compagnia delle maschere. Fino all'ora di pranzo ho creduto fosse "uno di loro" poi, osservando meglio il suo viso sporco di fuliggine, i capelli biondi e gli occhi chiari mi hanno spinto a chiedergli se fosse o meno sardo. Ecco, nel giro di poche ore lui si era talmente integrato che sembrava facesse parte della compagnia da sempre, anche se comprendeva a fatica i dialoghi e tantomeno la cantilena/lamento tipica del S'Attitidu. Una compagnia fatta di giovani e meno giovani, di uomini e donne delle istituzioni che come tutti gli altri si sono goduti ogni istante del carnevale, mascherati con i tipici vestiti femminili del lutto la mattina e il viso annerito dalla fuliggine e la veste bianca indossata dall'imbrunire fino a tarda notte, quando con un lanternino si va alla ricerca di Gioldzi, il carnevale che fugge.

Non posso non ricordare e ringraziare l'assessore Alfonso Marras che ha accolto con grande entusiasmo l'
iniziativa promossa dalla Provincia di Oristano di raccontare sul web e i social network alcuni dei carnevali dell'oristanese, felice di far conoscere l'essenza di questa manifestazione. Lo ha fatto mostrandoci con orgoglio e da vero protagonista i momenti salienti del Carrasegare.
Un grazie speciale va anche a Peppe, Carmen, Angelo, Vincenzo, Alessio, Salvatore, Marcello e tutti coloro che hanno dedicato un momento del loro tempo per rispondere alle nostre domande o per posare davanti agli smartphone. Grazie per l'accoglienza, grazie per il divertentissimo momento del pranzo in cantina. Grazie per averci fatto sentire parte della vostra compagnia.

Arrivederci a prestissimo Bosa...

ps: Sardinia Diary ha seguito anche la Sartiglia di Oristano. Ecco il
reportage di Giulia su Tag Sardegna e quello di Claudio su Sardinia Diary



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